Nel maxi Mondiale si qualificano quasi tutte: troppe partite e poche trappole

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Dopo i gironi saranno fuori solo 16 nazionali, ovvero quelle aggiunte nel torneo americano. E chi è già passato rischia di giocare i sedicesimi dopo più di 10 giorni

Lo sapevamo. E non ci voleva una mente privilegiata per capirlo. La prima fase del Mondiale extralarge è un enorme contenitore di partite che può presentare qualche trappola emozionale, ma non certo sostanziale: alla fine passano tutte. O quasi. In America per questa fase iniziale del primo Mondiale a 48 sono stati apparecchiati 17 giorni pieni di calcio, con tante giornate che hanno 4 partite al giorno sul menù. Per definire i 12 gironi si giocano 72 partite delle 104 totali (40 in più rispetto a Qatar 2022), che portano all’eliminazione di appena 16 squadre su 48. Declinato matematicamente: il 69% dei match complessivi per mandare a casa appena il 33% delle partecipanti al torneo. La forbice è tanto evidente quanto aperta.

brutto esempio

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E ci ricorda quanto succede nel girone sudamericano di qualificazione Mondiale: 10 squadre coinvolte, addirittura 18 giornate, un incredibile totale di 90 partite per eliminare appena 3 squadre, il 30% del totale, e mandarne una quarta al playoff intercontinentale. Uno spreco di energie assurdo considerato il risultato finale, e la quasi impossibilità da parte delle grandi di restare fuori: sulla strada per il Mondiale 2026 il Brasile è arrivato quinto a +8 sulla settima (quella dei playoff) rimediando appena 8 vittorie (con addirittura 6 sconfitte).

ritorno a 32

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Ma torniamo a noi. Curiosamente le 16 squadre che cadranno nella prima fase rappresentano lo stesso numero dell’incremento delle nazionali ammesse alla partenza della Coppa XL, passate da 32 a 48. In pratica dopo l’overdose di 72 incontri arriveremo alle partecipanti del Mondiale scorso, che però almeno a quel punto si affronteranno in scontri diretti che segneranno la partenza del Mondiale vero. La Coppa a 48 regala grandi opportunità ai più piccini (intesi come Paesi), ma i grandi per non passare il turno devono letteralmente suicidarsi un po’ come ha fatto la Turchia di Vincenzo Montella, primo e probabilmente unico caso di selezione con un minimo di pedigree (anche se i turchi al Mondiale non ci venivano dal 2002...) a dover tornare precipitosamente a casa, sorpresa e scornata. La Turchia è stata la seconda squadra ad essere eliminata matematicamente dopo Haiti, che tornava al Mondiale dopo 52 anni grazie alla qualificazione di diritto di grandi rivali di zona come Messico, Stati Uniti e Canada.

South Korea's Kim Min-jae battles against Czechia's Patrik Schick during the World Cup Group A soccer match in Zapopan, near Guadalajara, Mexico, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Dolores Ochoa)    Associated Press / LaPresse Only italy and spain

percentuale bulgara

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Secondo il portale "Football meets data" la Germania, uscita al primo turno nelle ultime due edizioni, dopo il 7-1 iniziale contro Curaçao aveva il 99,6% di possibilità di qualificarsi, grazie ai 3 punti e alla massiccia differenza reti già messa nel cassetto. Una certezza non matematica ma quasi accumulata dopo appena 90 minuti di gioco contro un avversario clamorosamente inferiore. E garantita dal fatto che passano ben 8 delle 12 terze classificate nei gironi: restare fuori è assai difficile. E alla mente viene il Mondiale di riferimento per queste latitudini, USA 94. L’Italia di Arrigo Sacchi e Carlo Ancelotti iniziò perdendo contro la Repubblica d’Irlanda, superò la Norvegia e pareggiò 1-1 con il Messico chiudendo al terzo posto un gruppo di assoluto equilibrio, con tre delle quattro partecipanti che chiusero a 4 punti: riuscimmo a stare davanti a Russia (3 punti) e Corea del Sud (2) e così iniziammo la corsa verso la finale, poi persa a Pasadena ai rigori contro il Brasile. Allora come oggi era davvero dura andare a casa dopo le tre partite del girone.

la lunga attesa

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E c’è un altro aspetto importante che sta emergendo in questo Mondiale: chi fa il suo dovere e si qualifica in anticipo, cioè già dopo le prime due partite del girone, inizia una lunghissima attesa prima di giocare i sedicesimi di finale. Gli Stati Uniti si sono assicurati il primo posto nel girone il 19 giugno, il 25 giocheranno a Los Angeles una partita totalmente inutile contro la Turchia e poi torneranno in campo l’1 di luglio a San Francisco per il primo turno ad eliminazione diretta: 12 giorni tra una partita competitiva e l’altra, un’eternità in un torneo mondiale che sulla carta dovrebbe essere “breve”. O almeno lo era. Lo stesso vale per un’altra padrona di casa, il Messico, che però almeno nell’attesa sfiderà la Repubblica Ceca ancora in corsa per la qualificazione. Perché farsi eliminare non è semplice.

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