Scoperto nel cervello un meccanismo molecolare che agisce come un antidepressivo naturale e che viene alterato dallo stress cronico, anche lieve. Il suo funzionamento è stato ricostruito grazie a uno studio condotto su topi e colture di cellule murine dai ricercatori della Soochow University in Cina. I risultati, pubblicati sulla rivista Science Signaling, gettano nuova luce sulle origini neurologiche e biochimiche della depressione, che ormai colpisce circa il 5% della popolazione adulta mondiale.
Lo studio dimostra che lo stress cronico, anche se lieve, riduce i livelli della proteina Rab5IF, che si trova nei mitocondri e svolge un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento di Bdnf, una molecola chiave per la plasticità delle sinapsi e per gli effetti antidepressivi di terapie come la ketamina.
La riduzione di Rab5IF nella regione cerebrale dell'ippocampo interrompe un processo chimico (chiamato 'sumoilazione') necessario al corretto funzionamento di Bdnf e porta ad avere comportamenti depressivi e neuroni meno ramificati. Al contrario, aumentare i livelli di Rab5IF nei topi annulla questi effetti. La scoperta apre nuove prospettive per comprendere le basi biologiche della depressione e sviluppare terapie più mirate.
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