Tre leghe, tre gironi, 18 squadre in ognuno e una formula simile alla nuova Champions League: ecco quali sono le novità e come funzionerà
Cambio epocale per la Nations League, le qualificazioni europee e quelle mondiali, ma la madre di tutte le domande resta sempre quella, almeno per noi derelitti italiani: riuscirà la Nazionale a raggiungere una fase finale? O le cose si complicheranno? Troppo presto per dire se il nuovo sistema, in vigore dal 2028, darà una mano o farà precipitare ancor di più un’Italia in crisi di identità, autostima e risultati. Di sicuro, il sospetto di una strada ancor più in salita è difficile da allontanare. Su una cosa però possiamo giurare: ci sarà più incertezza e non mancheranno le sorprese. Come nella Champions. Perché questa novità si ispira totalmente alla filosofia della nuova Champions con il suo mega-gruppo e le partite contro avversarie diverse. Solo che i gironi con le nazionali saranno più di uno e quindi un po’ meno affollati. Una svolta necessaria per l’Uefa che ha approvato ieri la novità: alcuni gruppi, come in Champions, risultavano alla fine meno interessanti e combattuti. Tranne, aggiungiamo noi, quelli dell’Italia.
vecchia nations
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Via con lo spiegone. Tutto comincerà con la Nations League 2028-29, chi vivrà vedrà. Nella prossima, 2026-27, che comincia a settembre con l’Italia in Serie A (in un gruppo contro Francia, Belgio e Turchia) resta tutto come prima: quattro gruppi da quattro nazionali, le prime due ai quarti di finale. Il regolamento prevedeva che le quarte di ogni gruppo retrocedessero in Serie B e le terze andassero ai playout contro le seconde di B. Sarà però un torneo di “assestamento” per arrivare alle modifiche del ’28: in attesa che la regola generale sia delineata nei particolari a settembre, si può immaginare che la retrocessione diventerà un problema minore, visto che oggi in A ci sono 16 squadre e dal 2029 saranno 18. Retrocedere sarà più difficile, ma mai dire mai.
nuova nations
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Ecco quindi la nuova formula. Nel 2028-29 la Nations avrà tre serie (A, B e C) e non più quattro, ognuna con 18 squadre per un totale di 54 (l’eventuale numero 55, la Russia s’intende, si aggiungerà in C). La 18 nazionali di Serie A saranno divise in tre fasce, al sorteggio, per comporre tre gruppi da 6 squadre. Ogni squadra del gruppo giocherà una sola partita contro quattro rivali (casa o trasferta dipende dal sorteggio) e avrà una sfida doppia (casa e trasferta) contro la nazionale della sua stessa fascia. In totale, 6 partite, come prima. Ai quarti si qualificano le 3 prime, le 3 seconde e le 2 migliori terze. La peggiore terza si ferma qui. Le quarte e le quinte vanno ai playout contro le seconde e le terze di Serie B. Le seste retrocedono, le prime di B sono promosse direttamente. Stesso discorso tra B e C. Il torneo si concluderà, come sempre, con una “final four” a giugno ‘29.
vecchie qualificazioni
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Non è finita. La Nations, come succede anche oggi, impatterà sulle qualificazioni europee e su quelle mondiali. Il primo torneo interessato sarà il Mondiale 2030, quello del Centenario, in Spagna-Portogallo-Marocco, con alcune partite iniziali in Argentina, Uruguay e Paraguay. Oggi le qualificazioni mondiali, si sa, prevedono dodici gruppi, con le 12 vincenti alla fase finale e le 12 seconde che si giocano i 4 posti restanti con altre dalla Nations. L’Italia è appena uscita contro la Bosnia dopo aver superato l’Irlanda del Nord. Nel 2029 cambierà tutto. Vediamo come.
nuove qualificazioni
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La strada verso il torneo 2030 comincerà a settembre 2029 con il nuovo sistema. Le 18 di Serie A e le 18 di Serie B comporranno la prima divisione: 36 nazionali in totale, divise in tre gruppi da 12. Ogni squadra giocherà 6 partite contro 6 squadre (casa o fuori via sorteggio): è il sistema Champions. Uefa e Fifa devono ancora parlarsi per trovare la formula giusta: magari si qualificheranno direttamente le prime 4 (in totale 12), mentre le quinte, le seste, le settime e le ottave (in totale 12) andranno ai playoff con le 4 migliori della seconda fascia per promuovere altre 4 al Mondiale. Ipotesi. La formula non è ancora stata decisa ma, con due ospitanti europee, è probabile che per il vecchio continente ci siano più posti. Per l’Europeo, con fasi finali a 24, l’accesso sarà naturalmente semplificato. Le eventuali già qualificate (ospitanti) parteciperanno lo stesso senza impattare nella classifica.
accelerata
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La svolta non era prevista con questo anticipo, ma l’Esecutivo Uefa ieri ha accelerato i tempi, rimandando i dettagli finali al prossimo consiglio che si riunirà il 15 settembre a Salonicco (Grecia). Il presidente Ceferin ha spiegato che «il nuovo format aumenterà l’equilibrio, ridurrà le partite inutili e darà più fascino alle qualificazioni, senza aggiungere date al calendario internazionale». Tutto bello. Purtroppo, la nuova Champions più difficile ha messo a nudo le debolezze delle italiane già al secondo anno. Speriamo non succeda lo stesso alla Nazionale.



