Nations Championship: Sudafrica, che sofferenza ma Scozia battuta. Dominano Inghilterra e Argentina

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Gli Springboks faticano più del previsto contro una squadra trascinata da uno scatenato Tuipulotu ma alla fine portano a casa un successo importante. Gli inglesi si sbloccano in una partita che aveva tutt’altre attese, mentre i Pumas vincono senza patemi e senza strafare. Italia a 0 dopo due giornate

Francesco Palma

11 luglio - 23:20 - MILANO

Nella partita più attesa del pomeriggio il Sudafrica soffre tremendamente contro una Scozia strepitosa, disinnescata solo al 75’ dalla meta di Kriel che vale il successo per 42-28. Gli Springboks raggiungono gli All Blacks (vincitori sull’Italia 47-17) in testa alla classifica del girone Sud. L’Argentina trova la prima vittoria nel torneo battendo il Galles 35-21 in una partita equilibrata per mezz’ora, con i Pumas che prendono il largo nel finale di primo tempo e gestiscono nella ripresa. Tutto facile per l’Inghilterra contro delle Figi lontane parenti di quelle che negli ultimi anni hanno messo tutti in difficoltà: a Liverpool finisce con un imbarazzante 73-8. Dopo due giornate la classifica dell’Emisfero Nord vede l’Irlanda prima a 10 punti, con la Francia a 7 e Scozia a 6, Inghilterra e Galles a 5 e Italia a 0. Nell’Emisfero Sud ci sono All Blacks e Sudafrica appaiati a quota 10, l’Argentina è terza a 6 punti, poi seguono Giappone a 4, Australia a 3 e Figi a 0.

Argentina's centre Matias Moroni (L) and Argentina's fly-half Simon Benitez Cruz fight for the ball with Wales' flanker Jac Morgan during the Rugby Union Nations Championship match between Argentina and Wales at San Juan del Bicentenario stadium in San Juan, Argentina, on July 11, 2026. (Photo by Andres LARROVERE / AFP)

argentina-galles 35-21 

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Si parte col botto. Galles subito in vantaggio con Dewi Lake, che timona la solita maul avanzante (l’arma migliore dei dragoni) contro una difesa argentina stranamente permissiva e va subito a marcare al 3’. Alla prima occasione però l’Argentina risponde presente: bellissimo scambio tra Delguy e Mateo Carreras che mette fuori causa la difesa gallese e apre la strada all’imbucata di Oviedo, che schiaccia per il pari con trasformazione di Albornoz. Il Galles sbaglia tanto, soprattutto con Costelow al piede, e proprio il mediano gallese al 16’ è nettamente battuto nella battaglia aerea da Delguy. Il pallone recuperato dall’ala argentina permette a Santiago Carreras di allargare subito su Picardo, che batte James e schiaccia per il 14-7. Il Galles si affida ancora una volta al suo capitano, Lake, che arriva vicinissimo alla meta con una gran carica verso il centro dei pali. Arriva poi Carré che finalizza per il pareggio. Nel finale di primo tempo però i Pumas prendono il largo, prima con una maul avanzante finalizzata da Kremer, poi con una splendida azione corale ispirata da Garcia e Albornoz e finalizzata da Santiago Carreras dopo che l’Argentina era riuscita a portare tutta la difesa gallese sullo stesso lato: il primo tempo si chiude sul 28-14. A inizio ripresa l’Argentina chiude la pratica: ancora Albornoz trova splendidamente Delguy, che demolisce Mee a contatto e poi serve Oviedo che vola in mezzo ai pali per il 35-14. Piove sul bagnato per il Galles, che perde anche il capitano Lake per infortunio e per i primi 20’ del secondo tempo non supera la metà campo, poi va a segno con Warren dopo una bella reazione d’orgoglio. Poche emozioni nel finale, col Galles che non riesce a creare reali occasioni per fare la meta del bonus e l’Argentina che gestisce senza strafare: vincono i Pumas 35-21.

sudafrica-scozia 42-28

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I primi 10 minuti sono un monologo scozzese che però non porta punti: gli Springboks gestiscono la sfuriata e dopo 15 minuti senza possesso segnano alla prima occasione: fiammata dal nulla di Papier che attacca dalla base del raggruppamento, fulmina Rowe in velocità e vola in mezzo ai pali per il 7-0. Sul calcio di ripresa del gioco Wiese riparte da metà campo e si fa 30 metri con due scozzesi attaccati alla maglia, poi fa lo stesso anche De Villies che arriva fino ai 22, e alla fine è Roos che finalizza un clamoroso uno-due per il 14-0. Quando il ritmo cala però gli scozzesi sono competitivi e hanno molto possesso: la squadra di Townsend prova ad evitare il più possibile l’impatto diretto cercando spesso le linee di corsa di Dobie e le imbucate di Tuipulotu, e al 35’ arriva la meta con Matt Fagerson a finalizzare una lunga azione avanzante: 14-7. È il primo vero momento di difficoltà del Sudafrica, e a tempo scaduto la Scozia pareggia: è sempre l’uno contro uno a fare la differenza, con un Tuipulotu protagonista che lascia sul posto Dixon, evita anche Grobbelaar e serve splendidamente Rowe per la meta del pareggio. A inizio secondo tempo Dixon la combina grossa: pulizia irregolare che colpisce la testa di Cummings e giallo che lascia il Sudafrica in 14 per 10 minuti. Si accende anche Russell, nel primo tempo poco presente, e con un paio di palloni dei suoi mette la Scozia in pieno avanzamento: arriva un calcio di punizione piazzabile ma gli scozzesi rinunciano ai punti, vanno in rimessa e il drive viene disinnescato dalla difesa degli Springboks, che tiene il pallone alto in area di meta. Gli Springboks recuperano Dixon e riprendono il controllo del match: al 58’ gran palla di Willemse per Horn fermato a un passo dalla linea di meta, poi arriva Louw che abbatte letteralmente Cummings e segna il 21-14. Passano due minuti e arriva anche la meta del bonus: gran giocata di Williams che innesca la corsa di Willemse che con una sterzata mette a sedere Darge e si allunga per segnare il 28-14. Al 66’ gli Springboks segnano ancora con Porten, la partita sembra chiusa ma poi di colpo la Scozia reagisce: buco di Cummings e pallone facile per Bayliss che schiaccia in mezzo ai pali. La squadra di Erasmus incredibilmente si addormenta e prende la quarta meta ad opera di White, bravo ad attaccare dalla base del raggruppamento: 35-28. Al 72’ Kyle Steyn si divora la meta del pari non controllando un gran calcio di Jordan, poi nel finale Pollard chiude la questione con un calcetto splendido per la corsa di Kriel, che vola in mezzo ai pali per il 42-28 finale.

England's Henry Pollock runs with the ball during the Rugby Union Nations Championship match between Fiji and England at Hill Dickinson Stadium in Liverpool on July 11, 2026. (Photo by Oli SCARFF / AFP)

inghilterra-figi 73-8

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L'Inghilterra chiude la striscia negativa di 5 sconfitte consecutive e torna al successo dominando le Fiji a Liverpool per 73-8. Partita senza storia: inglesi in vantaggio dopo 6 minuti con Marcus Smith (che sfrutta un curioso “assist” della bandierina, su cui sbatte la palla prima di finirgli in mano) e poi dominanti dall’inizio alla fine. Segnano George, Pepper, van Rensburg, Atkinson, Feyi-Waboso, Pollock (strepitosa tripletta), Slade, l’esordiente Caluori. Fiji in meta con Ikanivere (più un calcio di Muntz) e in 14 per tutto il secondo tempo dopo un rosso diretto a Kuruvoli per un insensato calcio in faccia a Genge.

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