MXGP, Lucas Coenen: "Che emozione allenarsi con Marquez! L'auto preferita? La Panda 4x4"

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Il pilota belga del team De Carli Ktm va a caccia del titolo iridato nel campionato del mondo di motocross: "Nel 2025 ho cambiato approccio. Nessuno credeva potessi disputare gare così belle". E poi rivela: "Il mio sogno? Diventare il migliore di sempre"

Federico Mariani

2 marzo - 16:57 - MILANO

A prima vista, Lucas Coenen sembra timido, quasi spaesato. Il look sbarazzino, esaltato dal cappellino all'indietro, stride osservando la delicatezza con cui il pilota del team De Carli Ktm sistema il casco sul tavolo, come se non volesse fare troppo rumore mentre visita la sede Airoh di Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo. In realtà il belga ha le idee molto chiare e lo dimostra anche in pista. Con il successo ottenuto al Gran Premio di Svizzera 2025, ad appena 18 anni, 5 mesi e 12 giorni, è diventato il più giovane vincitore di un round Mxgp. Secondo nella stagione d'esordio in top class, Coenen mette nel mirino quel titolo iridato già sfiorato anche in MX2. Ovvero la categoria che vedrà al via il fratello gemello Sacha.

Lucas, come ha trascorso la preparazione invernale in vista del 2026?
"Un po' come sempre. L'inverno è stato simile agli altri: test e preparazione fisica per cercare di mettere a punto la moto in vista della stagione. Del resto la maggior parte del lavoro si svolge adesso. Durante la stagione trovare il setup è più un rituale. Certo, è stato un inverno impegnativo. Penso che siamo pronti".

Si aspettava di chiudere al secondo posto il Mondiale MXGP 2025 da rookie?
"Sinceramente sì, me l'aspettavo. Ho subìto un infortunio avvicinandomi al primo Gran Premio, per cui non avevo grandi obiettivi in quel momento. Però, verso la fine, ho iniziato a vincere e ho pensato che forse avrei potuto lottare per il titolo. Purtroppo ho accusato qualche problema in un paio di gare. È stato un peccato, ma il secondo posto resta un buon risultato".

Qual è stato il momento-chiave della scorsa stagione?
"Direi che la chiave è stata semplicemente credere in me stesso. Nessuno pensava potessi disputare gare così belle. Ho acquisito una buona forza mentale per convincermi di potercela fare".

Dunque ha cambiato approccio.
"Sì, l'ho cambiato perché ho capito di non poter vincere in alcune circostanze. Ho accettato di andare oltre, di prendermi il mio tempo per provare ad avere successo e rendere al meglio".

Come si lavora sapendo di avere un fratello gemello come avversario?
"In passato è stato anche mio rivale. Ma quando un fratello diventa compagno di squadra, si cerca di guidare pulito e stare attento. Condividere lo stesso team (ma in categorie diverse, ndr) è divertente perché possiamo condividere tante informazioni e aiutarci su ogni aspetto".

Come vi allenate insieme?
"Ci spingiamo sempre al massimo. Ripetiamo esattamente le stesse cose che mettiamo in pratica durante la gara. Non corriamo nello stesso momento. Prima di una gara ci confrontiamo su cosa fare. E, una volta conclusa la corsa, capiamo gli aspetti che hanno funzionato o meno e ne discutiamo. Tutto questo si può fare quando gareggiamo insieme".

Ha concluso al secondo posto le ultime due stagioni. Nutre qualche rimpianto?
"Sinceramente no, sono ancora abbastanza giovane. Ho concluso secondo in MX2 due anni fa e, nella scorsa stagione, ho fatto lo stesso in Mxgp. Molti me l'hanno detto: 'Puoi sapere cosa vuoi, ma devi dimostrare di poterlo realizzare'. E così ho ottenuto il secondo posto. Considerando l'esperienza di tanti piloti, penso sia stato un risultato impressionante non solo per me, ma anche agli occhi di altri".

C'è una vittoria a cui lei è particolarmente affezionato?
"Questa è una domanda difficile. Sinceramente direi il successo in Belgio (nel 2025, ndr), la mia gara di casa, perché c'erano molti tifosi, la mia famiglia. Sì, direi che questa vittoria è stata la migliore".

Ho notato che sui social segue molti sportivi come Marc Marquez e LeBron James. Ha qualche idolo?
"Sì, uno dei miei idoli è sempre stato Marc Marquez. Lo seguo da quando ero bambino. Ho anche scelto il 93 come numero nelle classi inferiori, ma in Mxgp non posso usarlo. È stato bello vedere come ha superato i suoi infortuni. È un’ispirazione".

Le piacerebbe allenarsi con Marquez con una moto da cross?
"Certo, sarebbe sempre bello. A dire il vero, è già successo una volta. Ci siamo allenati insieme e posso dire che Marc è veloce anche nel motocross. È stato emozionante: quando l'ho visto, mi sono sentito come un bambino. È stato davvero un sogno".

In quali aspetti pensa di dover migliorare?
"Credo di poter crescere in ogni ambito. Sono molto giovane e posso imparare tante cose. Penso di avere margini di crescita sotto ogni punto di vista: curare il fisico, rimanere calmo, capire l'andamento delle gare".

Parliamo delle sue passioni extrasportive. È vero che lei è un fan della Fiat Panda 4x4?
"Sì, mi piacciono i modelli storici. A casa avevamo una Fiat Panda. Non era il tipo più datato, ma una versione più recente. Avrei sempre voluto il modello storico e così, quando sono venuto in Italia, ho detto ai miei amici: 'Devo assolutamente comprarlo, devo comprarlo…'. Alla fine ne ho preso uno. Amo questa macchina! Sarà anche superata, ma mi piace. La considero davvero speciale".

Quale aggettivo sceglierebbe per descriversi?
​"Direi che dall’esterno sono una persona tranquilla e sempre divertente. Ma, quando indosso il casco, cambio completamente. Voglio vincere e farei di tutto per riuscirci. Se sono in gara, invece, mi interessa solo la vittoria".

Le faccio un'ultima domanda: qual è il suo sogno più grande?
​"Essere il miglior pilota della storia. È difficile, ma voglio riuscirci".

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