Mps, Calcaterra (Bocconi) avverte: "Lovaglio non può pensare a un blitz su Banca Generali, ecco perché"

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19 agosto 2026 | 18.28

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"Nel caso Banco Bpm, l'ostacolo principale è Crédit Agricole, primo azionista del Banco: senza una convergenza con i francesi, un'Ops di Mps sarebbe estremamente difficile. A ciò si aggiungono governance, concambi, e e la situazione particolare di Mps, che si trova sotto offerta di Intesa/Unipol. Banca Generali mi sembra invece industrialmente più interessante, ma societariamente forse ancora più delicata". Lo dice all'AdnKronos Michele Calcaterra , professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi, sottolineando anche la difficoltà di poter usare come leva finanziaria/strategica il 13% di Generali: "Anche qui ci sono passivity rule, autorizzazioni e delicati equilibri azionari", sottolinea.

Su Banca Generali la complessità non si ferma qua. "Grazie all'attuale ceo di Banca Generali, Gian Maria Mossa, Banca Generali oggi non è semplicemente una rete da incorporare: sotto Mossa sta cercando di ampliare il modello dal private banking verso servizi per imprenditori, capital market e asset management", sottolinea Calcaterra. "L'acquisizione di Intermonte è già parte di questo percorso. Il recente progetto PMI2Change, per esempio, combina l'indice Intermonte Valore Italia con un Etf attivo PIR-compliant e prevede un impegno iniziale di 100 milioni, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni nel medio termine", prosegue.

"Questo - afferma ancora - rende Mossa, a mio avviso, un elemento centrale nella valutazione dell'operazione. Se Mps comprasse Banca Generali semplicemente per aggiungere masse, rete e commissioni, rischierebbe di danneggiare proprio uno degli asset immateriali più importanti della società: management, consulenti e capacità di innovazione. Una combinazione convincente dovrebbe quindi probabilmente preservare un'elevata autonomia operativa di Banca Generali e valorizzare Mossa e il suo management", dice ancora.

In sintesi, spiega ancora il professore, "Banco Bpm mi sembra la controffensiva più forte a Intesa, Banca Generali la soluzione industrialmente più sofisticata. Ma la prima passa inevitabilmente da Crédit Agricole; la seconda da Generali e dalla capacità di preservare il modello costruito da Mossa. In entrambi i casi, quindi, Lovaglio non può realisticamente fare un ''blitz'' completamente autonomo: serve costruire un accordo con almeno uno dei grandi attori già presenti nell'azionariato".

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