Motori americani V8: General Motors Small Block, il cuore di Corvette e Camaro

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Emilio Deleidi

22 marzo - 07:56 - MILANO

Nata per sostituire i pesanti propulsori anteguerra, la generazione di V8 leggeri della Casa di Detroit attraversa settant’anni di storia dell’auto, finendo nel cofano di modelli iconici come le Chevrolet Chevrolet Corvette e Camaro e le Pontiac Firebird e Trans Am

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Il boom del dopoguerra

Dieci anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’America vive un momento di grande prosperità economica. I mercati tirano, il prodotto interno lordo è in crescita, la disoccupazione è bassa, i salari aumentano. Il governo investe nella realizzazione d’infrastrutture come ponti e autostrade, che rendono la mobilità più agevole. Ci si muove con l’auto, naturalmente, che sempre più americani possono permettersi: il sogno di una vettura personale diventa realtà, così come quello della casetta unifamiliare nelle aree suburbane, da riempire di nuovi elettrodomestici. L’industria dell’auto è in piena espansione e le protagoniste indiscusse sono le Big Three di Detroit: General Motors, Ford e Chrysler. Nel 1955 vengono vendute negli Stati Uniti 7,9 milioni di auto: circa la metà sono di marchi della galassia GM, cioè Chevrolet, Pontiac, Oldsmobile, Buick e Cadillac, che è sinonimo di lusso. Le Chevrolet della gamma 210 guidano la classifica delle vendite (con 1,4 milioni d’immatricolazioni), ma le Ford Customline le inseguono da vicino. Dal 1953 è disponibile anche una nuova sportiva, diventata subito il sogno degli automobilisti: ha debuttato al Motorama di New York, nel prestigioso hotel Waldorf Astoria, e si chiama Chevrolet Corvette. C’è, però, un problema generale: i motori di tutte queste vetture, costruiti su basi del periodo precedente la guerra, sono invecchiati. Risultano pesanti, a causa dei loro poderosi blocchi di ghisa, ingombranti, adatti ad auto di grandi dimensioni, ma poco potenti e assetati. La Corvette inizialmente dispone di soli 115 Cv, che poi arrivano a 150 grazie a una serie di modifiche: ancora pochi, tanto che nel 1954, su una previsione di 10mila esemplari, se ne vendono solo 2.800. I consumatori iniziano a chiedere di più in fatto di prestazioni, non solo alle auto sportive, ma anche alle berline: serve una nuova generazione di propulsori moderni, leggeri e brillanti, da installare in modelli più piccoli e agili. Ford e Chrysler si mettono al lavoro, ma General Motors è più avanti in questo cammino e, nel 1955, dà alla luce un inedito V8, detto Small Block: inizia così una lunghissima storia di successo.

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