MotoGP, si riparte: a Jerez riapre la caccia all'Aprilia. E il nuovo Mondiale di Marc Márquez...

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Dopo il lungo stop si ricomincia dall'Europa. Bezzecchi cerca conferme, mentre la Ducati scommette sulla rinascita definitiva del suo campione

Mario Salvini

Giornalista

21 aprile - 17:17 - MILANO

Finalmente si torna in pista. A quasi un mese dall’ultima staccata a Austin, il Mondiale ricomincia. E arriva in Europa, a Jerez de la Frontera, dopo che il gran premio del Qatar è stato posticipato (al 7 e 8 novembre) per la guerra in Medio Oriente. Dopo tre corse il Mondiale ha quindi effettuato altrettante settimane di stop, benedette dalla Ducati che non si aspettava certo un avvio di stagione difficoltoso come si è rivelato fin da subito. Mal digerite dall’Aprilia che invece aveva preso un ritmo e una supremazia inaspettati. Perché non si tratta solo dei tre successi consecutivi di Marco Bezzecchi, tre che si aggiungono ai due degli ultimi gran premi del 2025, non si tratta nemmeno solo dei 121 giri da lui completati in testa consecutivamente, per un record inimmaginabile. Ma di un dominio strutturale sia sul fronte dei tempi e della velocità che dei risultati complessivi. Non è cioè solo il Bez a far andare fortissimo la RS-GP 2026, ma anche Jorge Martin, che non a caso è secondo in classifica e persino i due piloti del team satellite Trackhouse, in particolare il giapponese Ai Ogura. Il quale si è ritrovato ad essere protagonista di queste settimane di pausa, sul fronte del mercato, perché è arrivata la voce, non ancora confermata dall’ufficialità ma pressoché certa, del suo trasferimento in Yamaha. Scelta a dir poco bizzarra, visti i progressi e la situazione dell’Aprilia, ma va anche specificato che il nipponico nel team di casa diventerà pilota ufficiale.

il mondiale di Marc Marquez

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Negli ultimi giorni prima di volare in Andalusia, il gran capo della Ducati Gigi dall’Igna ha garantito che Marc Márquez è, ora davvero, al 100%, non come era stato nei primi gran premi di stagione, cioè ancora condizionato dai postumi dell’infortunio patito lo scorso anno in Indonesia. E quindi diventa questo, più di tutti, il grande tema che siamo ansiosi di andare a goderci nel gran premio di Spagna. Non vediamo l’ora anche per via di quello che è un leitmotiv tipico del Motomondiale e di tutto il Motorsport, quello secondo il quale il vero campionato comincerebbe solo quando si torna in Europa. Punto di vista a dir la verità ormai un po’ obsoleto ma che contiene una sua verità: i vecchi circuiti sono conosciutissimi, quello di Jerez probabilmente più di quasi tutti gli altri, vista la gran quantità di test che negli anni i team ci hanno effettuato. Significa che tutti hanno a disposizione vere e proprie tonnellate di dati. In più ci sarà anche la suggestione dell’anniversario: il circuito andaluso celebra il 40º compleanno. Piuttosto curiosamente, giacché già l’anno scorso c’era stata una ricorrenza del genere, ma sono dettagli: è sempre bello avere delle buone ragioni per festeggiare. In verità l’impianto era stato ultimato nel 1984 e la prima gara automobilistica è stata corsa nel 1985, si trattava di una competizione nazionale. La Formula 1 ci ha corso per la prima volta nel 1986, e dunque ci siamo: quarantennale. Ma la MotoGP a essere proprio proprio precisi la prima corsa ce l’ha fatta nel 1987. La prima pole fu di Eddie Lawson (Yamaha), poi la domenica vinse, e anche molto nettamente, Wayne Gardner (Honda) che inflisse ben 23” allo stesso Lawson. Bello ricordare che nella 125 vinse Fausto Gresini su Garelli, davanti ad altri cinque piloti italiani: Brigaglia, Casoli, Casanova, Bianchi e Gianola.

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