Morto Nitto Santapaola, il boss mafioso aveva 87 anni. Era detenuto al 41bis a Milano

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Il boss catanese di Cosa Nostra è morto all’ospedale San Paolo di Milano. È stato uno dei mandanti della stragi di Capaci e via D'Amelio

È morto a Milano, all’ospedale San Paolo, Benedetto Santapaola, detto “Nitto”, esponente apicale tra i più potenti di Cosa Nostra. Aveva 87 anni. Nato a Catania nel 1938, era detenuto in regime di 41-bis nel carcere di Opera dove scontava l’ergastolo. Il ricovero è avvenuto lo scorso 25 febbraio e il decesso è stato attribuito a cause naturali.

Nitto Santapaola, L'accordo con i Corleonesi

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L’ascesa di Nitto Santapaola all’interno di Cosa Nostra inizia nella seconda metà degli anni Settanta. Dopo l'ingresso di Giuseppe Calderone nella Commissione regionale nel 1975, Santapaola assunse un ruolo sempre più importante negli affari illeciti della famiglia catanese, dove costruisce una fitta rete di fedeli. Determinante è il rapporto con Totò Riina e con il gruppo dei Corleonesi. Riina sostiene la sua fazione nello scontro interno alla mafia siciliana. L’8 settembre 1978 Giuseppe Calderone viene ucciso e Santapaola ne prende il posto al vertice del clan di Catania, poco prima della seconda guerra di mafia, esplosa nei primi anni Ottanta.

Le stragi di Capaci e via D'Amelio

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Il nome di Santapaola figura tra i mandanti delle più sanguinose stragi mafiose dei primi anni Novanta. Il 23 maggio 1992 la strage di Capaci provoca la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta. Per quell'attentato, Santapaola viene condannato all'ergastolo nel 1997 in primo grado, sulla base anche delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e del suo ruolo nella Cupola regionale di Cosa Nostra.

Pochi mesi dopo, il 19 luglio 1992, l'esplosione in via D’Amelio uccide il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Santapaola è tra gli imputati nel processo “Borsellino ter” come mandante. Nel 2006 la condanna all'ergastolo anche per questa strage, sentenza divenuta definitiva nel 2008.

Cattura e detenzione di Nitto Santapaola

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Santapaola viene arrestato all'alba del 18 maggio 1993, dopo undici anni di latitanza, in un casolare nelle campagne di Mazzarrone. L'operazione coinvolge centinaia di agenti. Al momento dell'arresto non ha opposto resistenza. Nei mesi successivi vengono dunque avviate nuove operazioni contro il suo clan, tra cui “Orsa maggiore”, con decine di mandati di cattura. Nel 2020, infine, il Tribunale di Sorveglianza di Milano respinge la richiesta di arresti domiciliari durante l'emergenza Covid.

La Gazzetta dello Sport

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