Morto l'operaio. Ex Ilva, 'profondo cordoglio, verifiche in corso'

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E' morto Loris Costantino, l'operaio di 26 anni della ditta di pulizia Gea Power dell'indotto ex Ilva precipitato questa mattina da un piano di calpestio in una linea di Agglomerato dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Lo confermano fonti dell'Asl.

Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria in una nota esprime "profondo cordoglio per la tragica scomparsa" di Loris Costantino, lavoratore dell'impresa appaltatrice Gea Power, "impegnato in attività di pulizia all'interno dello stabilimento siderurgico di Taranto".

AdI in As comunica che "sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all'accertamento dei fatti". 

I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanici e Federmanager sono stati convocati a Palazzo Chigi per il 5 marzo, alle ore 11.30, per discutere della vertenza ex Ilva.

Da settimane i sindacati invocano un confronto per avere chiarimenti sullo stato attuale della trattativa per la vendita e chiedere garanzie sul piano industriale, ambientale e occupazionale.

"Siamo devastati da questa notizia. Il piano di calpestivo su cui lavorava l'operaio è venuto giù, è completamente disfatto. Per noi è del tutto evidente che coloro che hanno una responsabilità si devono togliere di mezzo. Ora basta". Lo dice all'ANSA il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma, in merito all'incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nello stabilimento ex Ilva di Taranto in cui ha perso la vita Loris Costantino, operaio della ditta di pulizie Gea Power.

"Abbiamo scioperato, abbiamo manifestato - aggiunge - per dire che era necessario investire sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, sulle manutenzioni. Adesso siamo a due persone che muoiono a distanza di pochissimo tempo. Basta parole, non le vogliamo più sentire". De Palma ricorda che i sindacati hanno "chiesto alla Presidente del Consiglio in tempi non sospetti di occuparsi direttamente dalla questione perché c'era e persiste una gestione che non andava bene. Diciamo basta".

In merito alla convocazione a Palazzo Chigi per il 5 marzo De Palma sostiene che "è arrivata perché ci siamo dovuti autoconvocare come al solito, perché fosse stato per loro che la gestiscono così bene l'azienda non ce ne sarebbe stato bisogno. Loro non hanno bisogno dei lavoratori, non hanno bisogno del sindacato, non hanno bisogno di nessuno". De Palma fa sapere che "sono in corso consultazioni con le altre organizzazioni sindacali per decidere le iniziative da intraprendere. La prima cosa è stringersi alla famiglia e ai lavoratori".
   

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