Monza in festa, e per il tecnico Bianco rinnovo automatico

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L'obiettivo è stato raggiunto: il Monza, un tempo di Berlusconi e Galliani, ora americano, torna in serie A non nel modo migliore ma con una sconfitta davanti ai propri tifosi nell'ultimo atto di stagione contro il Catanzaro.

E così sotto l'immagine iconica del profilo Instagram del club con la squadra che sovrasta una grande scritta in bianco e rosso 'Back', i commenti non si contano, molti critici verso un regolamento che - secondo la maggioranza - non premia i valori reali della post season. Al netto dei complimenti al Catanzaro di Aquilani, bisogna ricordare che il Monza ha condotto una stagione da predestinato, sopravanzando il Catanzaro di ben 17 punti.

In ogni caso quella del Monza è una storia altalenante, fatta di discese e risalite, di traumi e speranze ma che sostanzialmente riporta alla scommessa fatta da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani i quali nel 2018 acquistarono una squadra perduta nelle secche della serie C e l'hanno trasformata portandola per mano in serie A. Poi il ritorno in B e adesso la nuova promozione.

Fininvest omaggia Berlusconi nel giorno del ritorno, il miglior modo per ricordarlo, e Monza si ferma per abbracciare gli eroi biancorossi che sfilano sul pullman scoperto toccando i punti storici della cittadina come il ponte dei Leoni e l'Arengario. I numeri del Monza promettono bene per il futuro ma per rimanere nel calcio che conta bisognerà strutturarsi, fare acquisti, puntellare il gruppo che ha realizzato il sogno: su 43 partite, ne ha vinte 24, pareggiate 12 e perse sette. In tutto sono 69 i gol segnati. Bomber della squadra Andrea Petagna che ha segnato nove reti, poi Dentello Azzi e Patrick Cutrone con sei gol. Grande protagonista anche Hernani, MVP del playoff di serie B, autore di un assist nella semifinale di andata e di un gol nella finale di andata.

Altro artefice del successo il tecnico Paolo Bianco automaticamente confermato per altri due anni sulla panchina biancorossa. Emozione, dediche, ringraziamenti vissuti dall'allenatore con partecipazione, trasporto e fair play verso Aquilani e il Catanzaro. "Non ci sto capendo niente. Quando hai paura di non vincere - dice - rischi di compromettere una stagione intera. Era giusto fare i complimenti ad Aquilani. Noi l'abbiamo meritata per la stagione e per l'andata a Catanzaro: vincere 0-2 là non era facile. Ci sarebbe da ringraziare un sacco di gente. Mia moglie ha fatto tanti sacrifici per farmi fare l'allenatore e soprattutto a questa curva bellissima. Paradossalmente era più complicato: avevo chiesto di partire forte alla squadra, ma più passava il tempo più avevamo paura di non arrivare all'obiettivo, ma fa parte della generazione umana. Questi ragazzi hanno sempre dimostrato che sanno rialzarsi dopo essere caduti, e lo abbiamo fatto più volte".    

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