Monopattini: troppi utenti circolano ancora senza casco

1 ora fa 2

In pochi mesi i monopattini elettrici sono passati dal "far west" a un sistema di obblighi preciso. Sulla carta il quadro è chiuso. Sulle strade delle città, però, la regola più semplice, quella del casco, continua a essere ignorata. Un divario tra normative e abitudini che pesa proprio dove conta: la sicurezza

Laerte Salvini

26 giugno - 19:18 - MILANO

In meno di due anni i monopattini elettrici sono passati dall'essere mezzi quasi senza regole a veicoli con un proprio set di obblighi: casco, targa, presto anche l'assicurazione. La normativa, in pratica, è ormai in piedi. Eppure basta camminare per qualsiasi città italiana per accorgersi che la regola più elementare e più datata, quella del casco prevista da fine 2024 viene disattesa quasi da tutti. Da Milano a Roma, sono tante le segnalazioni. È il vero nodo del momento: non mancano le norme, manca l'abitudine a rispettarle. E proprio sul casco, l'unica protezione tra la testa e l'asfalto, si gioca la parte più concreta della sicurezza. 

incidenti mortali

—  

Nelle ultime settimane, nonostante l'obbligo tra gli altri di indossare il casco, non sono mancate segnalazioni di incidenti, spesso anche molto gravi, che hanno coinvolto gli utenti che, in barba alle normative vigenti, sfrecciavano per le città metropolitane su un mezzo da sempre al centro di molte discussioni a tema sicurezza. Secondo l’Osservatorio Asaps-Sapidata, nel 2026 sarebbero infatti già sei le vittime causate da incidenti con protagonista il mezzo a due ruote. Un trend che, nonostante le misure legislative prese, non sembra cambiare a distanza di anni. Il quadro normativo si è completato per tappe. La prima, e tuttora la più ignorata, riguarda proprio la testa: dal 14 dicembre 2024 il casco è obbligatorio per tutti i conducenti, non più solo per i minorenni. Deve essere un casco conforme agli standard tecnici europei Uni EN 1078 o EN 1080, ma non serve un modello speciale: va benissimo un comune casco da bicicletta o da skate, purché omologato. La seconda tappa è scattata da poco. Dal 16 maggio 2026 i monopattini elettrici privati devono avere un contrassegno identificativo, il cosiddetto "targhino". Non è una targa come quella delle auto e non comporta un'immatricolazione vera e propria: è un'etichetta adesiva, plastificata e non rimovibile, con un codice alfanumerico, da applicare in modo visibile sul mezzo. 

le nuove e vecchie regole

—  

La terza tappa è imminente. Dal 16 luglio 2026 entrerà in vigore anche l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, dopo una proroga di due mesi rispetto alla scadenza inizialmente fissata a maggio. Restano poi i requisiti di sempre, spesso dimenticati: per guidare bisogna avere almeno 14 anni, non si può salire in due, si circola solo sulle strade urbane con limite fino a 50 km/h, sulle piste e corsie ciclabili, mai sui marciapiedi (dove il mezzo va condotto a mano). La velocità è limitata a 20 km/h, che scendono a 6 km/h nelle aree pedonali.

cosa dice il codice

—  

Il riferimento normativo cardine è la Legge 177/2024, che con il suo articolo 18 ha riformato il Codice della Strada introducendo l'obbligo di casco per tutte le età. Il contrassegno identificativo è stato invece definito da un decreto direttoriale del Ministero dei Trasporti del 2026, mentre l'assicurazione si aggancia ai principi di responsabilità civile del Codice civile, a partire dall'articolo 2054 sulla circolazione dei veicoli. Mettersi in regola con il targhino, di per sé, costa poco e si fa online. La pratica si svolge sul Portale dell'Automobilista del Ministero, con accesso tramite Spid o Cie; il costo complessivo si aggira intorno ai 33 euro, bollo incluso, e chi non ha le credenziali digitali può rivolgersi a un'agenzia di consulenza pagando un sovrapprezzo. Una somma modesta, soprattutto se confrontata con quanto si rischia non rispettando le regole. 

multe e infrazioni

—  

Le sanzioni, infatti, non sono trascurabili. Per il mancato uso del casco la multa arriva fino a 250 euro. Per chi circola senza contrassegno, o con un contrassegno non visibile, alterato o contraffatto, la sanzione va da 100 a 400 euro. Le violazioni di comportamento più comuni, come viaggiare in due, salire sui marciapiedi o superare i limiti di velocità, costano da 50 a 250 euro. Chi usa un mezzo non conforme ai requisiti tecnici rischia da 200 a 800 euro, e per i monopattini "truccati" oltre i limiti di potenza si può arrivare fino alla confisca. C'è poi un aspetto che molti sottovalutano e che pesa proprio quando le cose vanno male: non indossare il casco o commettere un'infrazione, in caso di incidente, può tradursi in un concorso di colpa a carico del conducente, con la possibilità che il risarcimento venga ridotto o negato. In altre parole, oltre alla multa immediata, l'irregolarità può costare carissima anche sul fronte dei danni. La lezione resta la più semplice di tutte: il casco non serve a evitare una sanzione, serve a proteggere la testa.

Leggi l’intero articolo