L'attrice ha anche parlato della fine del rapporto con Tim Burton: "Ognuno riprende il proprio cammino"
25 agosto - 19:13 - MILANO
Fresca del prestigioso trionfo al Festival del Cinema di Locarno dove ha conquistato il Pardo come miglior interprete femminile per il film Ketticè di Giovanni Tortorici, Monica Bellucci si è concessa una lunga e intensa intervista pubblicata da La Repubblica. Tra i banchi di scuola trascorsi a metà tra la sua Umbria e le passerelle di Firenze, Milano e Parigi - dove ammette che “i professori storcevano il naso, però mi facevano rientrare” - e il legame indissolubile con le origini, l’attrice ha ripercorso una vita intera vissuta sotto i riflettori ma con i piedi ben saldi a terra. Della sua giovinezza itinerante ricorda quel contrasto che oggi vede con tenerezza, ribadendo con orgoglio: “Torno in Umbria e può capitarmi di rivedere le persone con cui sono andata a scuola. Sono legatissima anche a Roma e alle mie amiche romane. Sono sempre rimasta profondamente legata all’Italia, come le mie figlie”.
la carriera di monica bellucci
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Guardando al suo percorso cinematografico, la diva di Città di Castello riflette apertamente su come sia cambiato il suo approccio ai set nel corso degli anni, ammettendo che “quando hai figli ti poni molti problemi e anche la scelta dei personaggi cambia”. Riferendosi a pellicole cult e drammatiche del passato come Irréversible, spiega che oggi interpretare ruoli analoghi “sarebbe complicato, e non solo perché non ho più l’età per quel ruolo. Da giovani si possiede una libertà diversa. Continuo a fare film forti ma ora sto un po’ più attenta”.
Un senso di libertà e rispetto che riflette anche nel rapporto con le figlie Deva e Léonie: interrogata su cosa farebbe se a Deva venisse proposto un ruolo estremo, taglia corto affermando “la lascerei libera. Ha quasi ventidue anni e fa le proprie scelte”.
Spazio anche alla sfera sentimentale e alla fine della storia d’amore con il regista Tim Burton, durata dal 2022 al 2025: con la saggezza di chi ha vissuto grandi passioni, l'attrice liquida la fine della relazione con un filosofico “ognuno riprende il proprio cammino”, aggiungendo che “nell’amicizia come in amore ci sono strade che si incontrano e restano unite per tantissimo tempo, magari per sempre. Altre fanno un tratto insieme e poi ciascuno riprende il proprio cammino. È la vita”.
la piaga dei femminicidi
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L'intervista si tinge poi di toni profondamente attuali e civili quando la riflessione si sposta sulla piaga sociale dei femminicidi e sul ruolo della donna nella società contemporanea. Ricordando i personaggi intensi e segnati dalla violenza portati sul grande schermo in pellicole come Malèna o La passione di Cristo, la Bellucci specifica che si tratta di dinamiche che “nella mia vita, per fortuna, non ho vissuto sulla mia pelle quella violenza”, pur riconoscendo che la parità e l'uguaglianza sociale sono ancora traguardi lontani.
Puntando il dito contro le storture del mondo d'oggi, l'attrice lancia un monito severo e illuminante: “L’evoluzione tecnologica avanza a passi incredibili, mentre umanamente siamo ancora all’età della pietra”. Per invertire la rotta ed estirpare la violenza alla radice, la proposta della diva è tanto semplice quanto radicale: “Forse servirebbe più educazione civica. Accanto a matematica e storia bisognerebbe insegnare l’empatia, in famiglia e a scuola. Dove non c’è empatia c’è un mondo che fa paura”.
La Gazzetta dello Sport
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