Non c'era dietro alcun
copione ma proprio per l'effetto sorpresa l'impatto avuto dallo
striscione 'Las Malvinas son argentinas', esposto da Leo Messi e
compagni al termine della semifinale dei mondiali, è stato
enorme. Dall'Argentina emergono i particolari sulla
realizzazione del manufatto e di come sia arrivato in campo ad
Atlanta, a suggellare una serata perfetta dal punto di vista dei
sudamericani, dopo la rimonta rabbiosa festeggiata senza remore
dopo il fischio finale.
Lo striscione era stato preparato durante la notte precedente
la partita da un tifoso, usando il lenzuolo della stanza
d'albergo, sui social girano le foto in proposito, ed è stato
introdotto allo stadio, dove è stato esposto al termine del
match. I giocatori lo hanno visto e se lo sono fatto consegnare,
facendo proprio il messaggio 'proibito' per farlo vedere a tutti
in mondovisione.
E nelle dichiarazioni del dopo gara nessuno si è tirato
indietro sul tema Malvinas, da Messi in giù. "Fin dall'inno
nazionale abbiamo iniziato a sentire qualcosa di speciale, tutto
il gruppo lo ha sentito. Sapevamo che questa partita non era
come le altre, che la gente in Argentina ci teneva, la voleva -
ha detto Messi ricordando poi anche Maradona -. Sicuramente
Diego da lassù sarà contento perché per lui era un giorno molto
speciale". Un concetto ribadito anche da Enzo Fernandez, autore
del gol del pareggio: "Diego sarà contento. Con Julian (Álvarez)
in albergo abbiamo visto la partita dell'86 con gli inglesi
almeno 3 o 4 volte, è stata una motivazione enorme", ha
affermato. La sintonia tra la 'Selección' e la sua gente è stata
sottolineata anche da Leandro Paredes. "Quello che è successo
oggi rimarrà nella storia ed è stato un regalo per ogni
argentino", ha affermato il 5 dell'albiceleste. E al cronista
che gli chiedeva se anche per lui le Malvinas erano argentine ha
risposto senza esitare che "sempre lo saranno".
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6 ore fa
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