(di Vincenzo Piegari)
Quarant'anni dopo la 'Mano de Dios',
l'Argentina si ripete nel nome di Leo Messi, che con due assist
nega in rimonta la rivincita all'Inghilterra e si conquista la
finalissima con la Spagna dei Mondiali 2026. In una partita, ad
Atlanta, preceduta dalla tensione tra le tifoserie e dagli inni
nazionali fischiati e seguita in campo da una lunga serie di
falli, si comincia a giocare sul serio solo nella ripresa, al
termine di un brutto primo tempo contrassegnato più da scontri e
vere e proprie botte che da vere e proprie azioni. All'inizio
della seconda frazione inglesi avanti con una veloce ripartenza
finalizzata da Gordon, seguita dalla veemente reazione
dell'Albiceleste che prima coglie il palo con MacAllister e poi
a 5 minuti dal termine trova il pari con un tiro maligno di Enzo
Fernandez, messo in condizione di pareggiare dal 'Diez'
argentino. Ma non è finita, altro legno di McAllister e altro
assist di Messi, stavolta un destro che nel recupero mette sulla
testa di Lautaro Martinez il pallone della gloria.
In una semifinale che vede al Mercedes-Benz Stadium di
Atlanta tra gli spettatori una marea di vip tra cui anche Mick
Jagger, leader dei leggendari Rolling Stones, Tuchel cambia
l'Inghilterra: in difesa spazio dal 1' a Stones e Spence, gioca
Rodgers al posto di Saka, mentre Bellingham è alle spalle di
Kane. Modifiche anche per Scaloni: dentro Giuliano Simeone e
fuori De Paul. Messi-Alvarez (preferito ancora a Lautaro) coppia
d'attacco.
Prima del via tensione altissima ad Atlanta, i tifosi
dell'Argentina tentano di 'oscurare' l'inno inglese fischiando
costantemente e altrettanto fanno i supporter inglesi. Il tutto
per un match che inevitabilmente richiama alla memoria le
rivalita' storiche, dai Mondiali '66 a quelli dell'86, passando
per la guerra della Falkland-Malvinas. Ironia della sorte,
finira con lo stesso punteggio di quella sfida all'Atzeca di 40
anni fa, il 2-1 della Mano de Dios.
Tensione che si sposta anche sul campo poco dopo il fischio
d'inizìo con un parapiglia dopo un fallo di Lisandro Martinez su
Anderson che costringe l'arbitro marocchino naturalizzato
statunitense Ismail Elfath a richiamare i capitani delle due
squadre. Intervento che almeno nei primi minuti della partita
non sortisce grandi effetti visto che il gioco è spezzettato da
una serie ripetuta di falli gratuiti (ben 7 nei primi 10 minuti,
un record per una partita di un Mondiale). Per rivedere il
calcio bisognerà attendere almeno una ventina di minuti quando
gli inglesi cominciano a spingere (due le azioni degne di nota
firmate Gordon e James), mentre Messi e compagni si accontentano
di rispondere in contropiede. Tra duelli e strappi la partita
non è di quelle che accontentano i palati fini, gli inglesi sono
più lucidi e pericolosi, mentre la squadra di Scaloni si lascia
andare al nervosissimo. Prova ne è l'ennesima rissa innescata da
un fallo su Messi nella fase finale del primo tempo: ammonito
Elliot Anderson. Subito dopo la prima vera occasione per
l'Albiceleste: gran conclusione dalla distanza di Enzo Fernandez
con la palla che sfiora l'incrocio dei pali.
Dopo un primo senza emozioni e piena di scontri, si riparte
con una doppia occasione per l'Argentina: Alvarez attacca bene
la profondità, riceve in area e calcia, prima conclusione
respinta da Pickford e seconda deviata in angolo sempre dal
portiere inglese. Quando l'Albiceleste sembra cominciare a
prendere il controllo della partita arriva come un fulmine a
ciel sereno il gol in contropiede della formazione di Tuchel:
ripartenza veloce dell'Inghilterra dalla destra, palla a Rodgers
che la mette tesa verso il secondo palo, arriva Gordon, Molina
se lo perde, e l'esterno inglese da due passi appoggia in rete.
Pronta la reazione dell'Argentina con Simeone che punta
Pickford ma al momento di calciare in piena area a tu per tu con
il portiere inglese vene fermato da Spence in scivolata. Qualche
minuto dopo Argentina vicinissima al pareggio, gran palla di
Messi per Nico Gonzalez che colpisce di testa ma Pickford compie
una grandissima parata. E ancora MacAllister si avventa su un
cross dalla destra, colpisce di testa e poi la palla finisce sul
palo. Quando mancano 5' al novantesimo ecco l'affondo argentino
che vale il pari: angolo battuto corto con Messi che scarica per
Enzo Fernandez che fa partire un destro a spiovere sul quale
Pickford non arriva. Trovato il pari l'Argentina si scatena,
prima prende il palo ancora con MacAllister e poi conclude la
rimonta con Lautaro Martinez da poco entrato. Messi tiene vivo
il pallone, punta Spence, crossa di destro, irrompe il capitano
dell'Inter campione d'Italia che batte ancora Pickford.
L'Argentina la ribalta con lo stesso punteggio, 2-1, della
famosa partita della 'Mano de Dios', fa festa e si proietta alla
finalissima di domenica prossima a New York contro i campioni
d'Europa di Lamine Yamal.
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