Da Allegri al nuovo tecnico: idee di calcio agli opposti, ma sempre con l’ex Real al centro. Il ct Bilic gli ha già telefonato per sollecitarlo a tornare
L’età è solo un numero. Forse una frase fatta, ma non quando ci troviamo di fronte a Luka Modric. Perché il campione del Milan davvero non sente il peso degli anni. Volete sapere l’ultima? In Croazia c’è chi si sta mobilitando per fargli addirittura cambiare idea sul ritiro dalla nazionale. A quasi 41 primavere, che raggiungerà a inizio settembre. Ci arriviamo dopo. Intanto, Ruben Amorim non pare avere dubbi: alla prima contro il Torino del suo Diavolo, domenica sera, le chiavi del centrocampo rossonero saranno affidate a Lukita. Come lo scorso anno con Massimiliano Allegri. Cambiano gli allenatori, cambiano diametralmente le filosofie e... Modric gioca sempre.
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In estate, Luka ha fatto penare un po’ i tifosi del Milan sulla decisione di continuare a illuminare San Siro o meno. Non lo neghiamo, ci sono stati momenti in cui la sensazione che il croato potesse appendere le scarpe al chiodo e lasciare Milano era forte. Invece, Modric è rimasto "per vincere", come ha ripetuto di recente in un’intervista alla Gazzetta, firmando un nuovo contratto e continuando la sua avventura in rossonero. Alla fine, una scelta puramente calcistica, visto che il resto della famiglia (moglie e tre figli) si trasferirà in blocco a Madrid per ragioni scolastiche. Dopo il Mondiale, Modric si è ricongiunto con i compagni direttamente in Australia, il 2 agosto. Tre giorni dopo, Luka era già in campo nell’amichevole contro l’Inter. L’8 agosto a Giacarta la prima da titolare contro il Chelsea, mentre nell’ultimo test di Ferragosto contro il Manchester United ha iniziato dalla panchina per un piccolo problema fisico, dando poi - entrando dalla panchina - la spinta decisiva per la vittoria. Modric è sembrato già in palla, pronto a iniziare l’ennesima stagione da protagonista. E, complice l’assenza di Mike Maignan, ha vestito pure la fascia da capitano del Milan.
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Prima ancora di allenarlo, Amorim aveva messo le cose in chiaro sull’importanza di avere in rosa un campione del calibro dell’ex Pallone d’oro. "Lo ritengo fondamentale, non vi dico che potrà giocare tutte le partite ma specialmente all’inizio può darci una grande mano", disse a inizio luglio il tecnico portoghese parlando del centrocampista croato. Amorim pensa che Modric possa essere un fattore nel far attecchire velocemente la sua idea di calcio nel nuovo Milan. Merito del mix di esperienza, intelligenza tattica e leadership tecnica che solo Luka può mettere in campo anche alla sua età.
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Così, a Torino Modric partirà dal 1’, con al suo fianco verosimilmente uno tra Musah (favorito) e Jashari. Poi in futuro si vedrà se e quando farlo rifiatare. Di sicuro al Milan saranno attenti anche alle mosse del nuovo ct della Croazia, Slaven Bilic. Uno che in passato (dal 2006 al 2012) ha già allenato Lukita in nazionale e sa cosa vorrebbe dire cominciare un nuovo corso senza il contributo del veterano. Per questo, il ct sta cercando di convincere Modric a tornare a difendere la maglia del proprio paese, in barba all’annuncio di ritiro dopo il Mondiale. Bilic lo ha detto pure pubblicamente. "Una delle prime cose che farò sarà parlare con Modric, mi piacerebbe che continuasse con la nazionale". E dalle parole è passato in fretta ai fatti, incontrando Luka e chiedendogli esplicitamente di continuare a giocare con la maglia a scacchi bianchi e rossi. Se il centrocampista accettasse, vorrebbe dire aggiungere a un calendario già parecchio fitto - il Diavolo giocherà in Europa League - anche gli impegni della Croazia. Un surplus di fatiche che il club rossonero sarebbe ben felice si evitasse. A decidere (in piena autonomia) sarà comunque lo stesso Modric.
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Il Milan, infatti, si fida ciecamente di Luka. Pochissimi calciatori sanno gestirsi come il croato. Altrettanti pochi sono i tecnici che farebbero volentieri a meno di lui. Se Bilic lo rivuole con sé, Amorim se lo coccola tutti i giorni a Milanello. Particolare che forse non avrete notato: hanno la stessa età, classe 1985 entrambi. Ma in fondo, l’età non è solo un numero?


