Milan, su Rangnick e allenatore si decide tutto in pochi giorni. Oggi l'incontro con Glasner

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Entro il fine settimana il sì o no di Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico. A giorni il meeting anche con gli altri candidati alla panchina, Jaissle e Pochettino

Andrea Ramazzotti e Luca Bianchin

2 giugno - 08:30 - MILANO

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Oggi l’incontro con Oliver Glasler; entro domani (forse) il sì o no di Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico; prima del fine settimana il summit con Matthias Jaissle, il secondo dei candidati alla panchina (Pochettino il terzo). Il Milan del futuro prenderà forma in questi giorni. Magari nelle prossime 48-72 ore. Quale tassello del puzzle andrà prima a posto non è chiaro e dipenderà dai prossimi colloqui.

ECCO GLASNER

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Il tecnico austriaco ha già avuto un colloquio con il Bayer Leverkusen ed è finito nel mirino pure di un club inglese. Il Milan però lo affascina per le prospettive future e si presenterà all’appuntamento con Cardinale e Ibrahimovic con le idee chiare sull’attuale rosa: l’ha studiata negli ultimi giorni grazie all’aiuto del suo staff e si è fatto un’idea di cosa serva per il futuro. Essendo il primo faccia a faccia vedremo se sarà subito decisivo, ma il fatto che ci sia un incontro fissato anche con Jaissle, fa ipotizzare che quello con Glasner possa essere un antipasto. Magari... corposo. L’ex tecnico del Crystal Palace comunque è tentato da un’esperienza in Serie A dove vorrebbe alzare un trofeo come successo, in Germania e in Inghilterra. La considera una tappa professionale importante. E il Milan, dal canto suo, è affascinato dal profilo di Glasner che, con il lavoro sul campo, ha migliorato le società dove ha lavorato. Oliver è uno degli allenatori che ha indicato Rangnick, ma non è legato a doppio filo con l’attuale ct dell’Austria. Tradotto potrebbe sbarcare a Milanello anche se Ralf dicesse no.

VERITà RANGNICK

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Ieri sera a Vienna l’Austria ha disputato l’amichevole contro la Tunisia e giovedì mattina partirà per gli Stati Uniti. Prima dell’inizio del Mondiale, la federazione austriaca è intenzionata a sottoporre al suo ct un rinnovo contrattuale con stipendio ritoccato verso l’alto. Un modo per non fargli ascoltare il corteggiamento del Milan. Il Diavolo però con Rangnick i suoi passi li ha già mossi: ci sono già stati un faccia a faccia a Vienna (martedì scorso) e un altro meeting in video conferenza (sempre la scorsa settimana). Adesso siamo al dentro o fuori nel senso che il tedesco ha posto le sue condizioni ovvero indicare l’allenatore, la filosofia calcistica (il modulo da far usare anche a Milan Futuro e alle giovanili), portare con sé i suoi uomini (un numero in doppia cifra) e avere un progetto non certo annuale. La durata del contratto, magari un triennale, però non è il punto chiave: Rangnick desidera lavorare con piena libertà e non vuole che Ibrahimovic, privo di un ruolo o di una carica specifica nel club, possa interferire nel suo lavoro. Magari mettendo come direttore sportivo della prima squadra Jovan Kirovski che lo svedese ha portato dagli States per gestire Milan Futuro. Dalla sede rossonera, invece, viene ribadito che il ruolo di Zlatan nel processo decisionale non è diverso rispetto al passato. Era e resta un socio e un consulente di Cardinale, ma secondo Casa Milan, Ibra non vuole scegliere il ceo, il ds o il tecnico. Le decisioni, ribadiscono, spettano alla proprietà e alla struttura del club. Zlatan porta la sua visione. Vedremo se lo svedese farà solo il consulente o se punterà a imporre i suoi uomini per avere punti di riferimento a Milanello. Una situazione, quest’ultima, che chiuderebbe all’arrivo di Rangnick e che renderebbe possibile l’arrivo di Ramon Planes, passato all’Al Ittihad da essere ds a semplice consulente dell’area sportiva. Un indizio sulla sua voglia di tornare a lavorare nel Vecchio Continente? Con il Milan ha già avuto più di un contatto.

JAISSLE E POCHETTINO

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L’Al Ahli non vuole far partire il suo tecnico, Jaissle, sponsorizzato da Rangnick in caso di fumata nera con Glasner. Jaissle avrà un colloquio con Cardinale e Ibrahimovic prima di fine settimana, poi tutto sarà più chiaro. L’indennizzo per gli arabi potrebbe essere sui 6-7 milioni, ma se saltasse il banco con Rangnick, attenzione a Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti. Con l’ex Tottenham ci sono stati sondaggi importanti e lui è interessato al lavoro a Milanello. Con il Mondiale alle porte, non può sbilanciarsi, ma il suo agente è già al lavoro da tempo.

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