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Il grande doppio ex
Sette stagioni nell’Inter, tre nel Milan, due scudetti in rossonero e uno in nerazzurro, colori che probabilmente sente più suoi avendoci giocato 224 partite (con 79 gol) a fronte delle 46, campionato e coppe compresi, in rossonero, condite da 14 reti. Ma, alla domanda su quale delle due maglie vestirebbe più volentieri nel derby di domani sera, Aldo Serena, 65 anni, risponde facendo appello alla diplomazia: “Pur di riassaporare il brivido di entrare in campo in un San Siro pieno, in un contesto meraviglioso come il derby, lo farei con una qualsiasi delle due divise”. Già, ma che derby sarà? “La posizione di classifica e i numeri dicono Inter, che può gestire due risultati su tre mentre il suo avversario, se ancora vuole coltivare speranze di scudetto, non può che vincere. Il Milan ha qualche problema quando gli altri si arroccano davanti alla propria area intasando gli spazi. Ma l’Inter, per vocazione e caratteristiche, invade la metà campo avversaria col fraseggio dei centrocampisti e gli assalti dei suoi esterni, pressa tenendo alta la linea; il Milan potrebbe dunque trovare le condizioni tattiche per poter sviluppare il gioco che sa far meglio, che è quello della ripartenza veloce”. Cosa è mancato alla squadra di Allegri per essere più vicina ai rivali? Solo un centravanti da 15-20 gol o in generale un gioco più offensivo? “Secondo me la qualità del centrocampo rossonero è simile a quella del corrispettivo nerazzurro. Jashari, per esempio, è stato fuori per tanto, ma è un giocatore universale, può fare molte cose sia in interdizione che in fase offensiva. La differenza è davanti: l’Inter ha quattro attaccanti di altissimo livello, il Milan no. Pulisic, che coi suoi dribbling aveva fatto da apriscatole delle difese fino a novembre, si è fatto male e non è tornato ancora ai suoi livelli”.
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