Cardinale e Ibrahimovic al lavoro con Calvelli. Possibile che arrivi anche un direttore sportivo: tra le ipotesi Manu Fajardo del Betis e Jorge Rodriguez del Villarreal
Luca Bianchin e Alessandra Gozzini
30 maggio - 07:39 - MILANO
C'è una frase che viene attribuita a Ralf Rangnick: "Dopo una vittoria hai il diritto di festeggiare per un giorno, al massimo due. Poi devi tornare al lavoro come se nulla fosse successo". Oliver Glasner ha vinto la Conference League mercoledì sera e il Milan gli ha lasciato le sacrosante 24 ore di tranquillità. Poi lo ha chiamato. Sì, il Milan e Glasner hanno un appuntamento fissato per questi giorni. Quando sarà? Probabilmente all’inizio della prossima settimana, dopo la finale di Champions e il weekend. Il meeting conferma tre grandi verità. La prima: Glasner, dopo aver vinto un’Europa League, una Fa Cup e una Conference League con Eintracht e Crystal Palace, è pronto per squadre più forti. Se il Milan lo sia, è da dimostrare, ma il fascino del rossonero non si discute. La seconda: Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic stanno cercando di riorganizzare la società in fretta. Lunedì hanno allontanato Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Max Allegri, cinque giorni dopo hanno già contattato candidati per i ruoli di allenatore e capo dell’area tecnica. La terza: c’è una via austriaca per il prossimo Milan. Rangnick, nato in Germania ma commissario tecnico dell’Austria, è il preferito di Cardinale e Ibra come capo dell’area sportiva. Glasner, a lungo allenatore in Germania ma nato in Austria, è un candidato allenatore come Matthias Jaissle. Che ha un costo per essere liberato dagli arabi dell’Al Ahli: circa 6 milioni.
allenatore milan: la chiave red bull
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In questa storia, se non si fosse capito, c’è un toro da seguire. Rangnick è stato la mente del progetto Red Bull, che ha unito Lipsia e Salisburgo nel nome del calcio intenso, dello scouting internazionale, del trasferimento di calciatori da un club all’altro. Il filo collega i personaggi di questa storia. Glasner entrò nel Salisburgo con un ruolo manageriale, esterno alla squadra: aveva una laurea in business administration. Rangnick lo convinse a diventare vice allenatore e il resto... lo avete capito. Era il 2012. Jaissle invece è stato un calciatore di Rangnick all’Hoffenheim e nel 2015 ha cominciato ad allenare nelle giovanili del Salisburgo, sotto la guida del suo maestro. Passo dopo passo, è arrivato a vincere due Champions asiatiche consecutive. Ognuno ha seguito un suo percorso ma la lezione di Rangnick vive in entrambi. Per questo, c’è una possibilità che il Milan parli tedesco, da giugno. Se Rangnick diventasse l’uomo forte della società, potrebbe chiamare uno dei due eredi ad allenare a Milano. L’idea c’è: si aspetta solo la risposta di Ralf. Il club pare infatti essersi convinto. E Glasner, con la vittoria in Conference contro il Rayo Vallecano, ha rafforzato la candidatura. San Siro può essere un teatro complesso, se non sei abituato a stare sul palco. Nell’incontro della prossima settimana il Milan capirà anche questo: che tipo di carattere ha quello che oggi, per una questione tecnica e di progetto condiviso, può essere il primo candidato allenatore.
il milan e il direttore sportivo
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Al tecnico andranno poi consegnati nuovi giocatori: secondo la filosofia di Rangnick si lavora in team. Se c’è da scovare il talento, è meglio avere tanti occhi. Anche per l’incarico di direttore sportivo si guarda all’estero, stavolta verso la Spagna. Non uno, ma più colloqui, sono avvenuti con Manu Fajardo, ds del Betis Siviglia dal 2024. È un dirigente giovane, classe 1985, coetaneo di Luka Modric, con una vita professionale dedicata alla ricerca di giovani campioni. Altra pista spagnola conduce al collega Jorge Rodriguez del Villarreal, 46 anni, una lunga carriera alle spalle come direttore sportivo nelle serie minori, dove si è contraddistinto per la capacità di scorgere e coltivare la qualità di potenziali calciatori. La nuova struttura rossonera sarà dunque composta da una serie di capi area che a livello sportivo risponderanno a Rangnick, se deciderà di accettare la proposta e collocarsi al vertice decisionale. L’allenatore sarà una sua scelta, presa assieme a Ibra e Cardinale, e avrà la sua totale fiducia.


