"Il sistema delle Community Notes sta
dando risultati positivi negli Stati Uniti, vogliamo lanciarlo
anche a livello globale, nell'Ue sarà preceduto da un'attenta
disamina degli obblighi". Lo ha detto Flavio Arzanello, public
policy manager di Meta, a proposito del sistema che negli Stati
Uniti da gennaio 2025 ha sostituito il fact checking con le
verifiche degli utenti. Il manager della società di Mark
Zuckerberg è stato ascoltato in audizione alle commissioni
riunite Trasporti e Cultura della Camera, nell'ambito dell'esame
delle proposte di legge recanti norme per la tutela della
trasparenza, parità di trattamento e libertà di espressione
nella gestione e diffusione di informazioni e contenuti di
carattere sociale e politico sulle piattaforme digitali e sulle
reti sociali telematiche.
Nella parte del mondo dove il sistema delle Community Notes
non è attivo, ha aggiunto Arzanello, "il numero di fact-checkers
è esiguo rispetto alla scala dei contenuti sulla piattaforma,
l'intervento degli utenti è più compatibile". "Noi non svolgiamo
un monitoraggio generale - ha poi sottolineato il manager -
vietato dal Dsa e dalla Direttiva eCommerce, ma abbiamo
strumenti che ci consentono di captare segnali quando avviene
una violazione. Per far rispettare gli standard della comunità,
Meta ha una "combinazione di sistemi automatici e di revisori
umani", i "termini del servizio dicono che non sono consentite
attività illegali" e c'è una collaborazione con "le forze
dell'ordine quando si tratta di reati o quando c'è una richiesta
specifica delle autorità". Su Facebook, ha poi concluso
Arzanello, "è regola iscriversi con il nome usato nella realtà,
quando abbiamo segnali che un account non è reale chiediamo il
documento e se c'è una violazione il profilo viene tirato giù".
Il manager di Meta, infine, ha ricordato i numeri di Facebook:
ha 4 miliardi di utenti globali, più di 36 milioni in Italia.
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2 giorni fa
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