La Fifa pare aver colpito nel segno con i cambiamenti regolamentari, lo confermano i dati. Rispetto al 2018 si gioca quasi il 60% dei minuti che si è in campo
18 giugno - 18:40 - NEW YORK (USA)
Si gioca meno in questo Mondiale. Quindi si gioca di più. Un paradosso soltanto apparente, il risultato delle nuove regole Fifa che hanno colpito nel segno. Pierluigi Collina, capo degli arbitri mondiali, lo aveva detto prima del via: “Vogliamo aumentare il ritmo e ridurre il più possibile le interruzioni". Lui e l’Ifab studiano da oltre un anno come cambiare il sistema. Partite più veloci, meno tempi morti, recuperi non eccessivi rispetto a quelli "monstre" di Qatar 2022 e, in sintesi, flusso di gioco continuo e spettacolare. Anche perché è chiarissimo che la direttiva agli arbitri è: non fischiare per i contatti che troppo spesso da noi si trasformano in tragedie greche con giocatori che stramazzano al suolo urlando. Gioco agonistico: il calcio è sport di contatto come ai vecchi bei tempi. Qualcuno ci ha provato a crollare ma, visto che il gioco proseguiva e la sua squadra era scoperta, s’è rialzato, novello Lazaro calcistico. Oltre le impressioni dell’occhio umano ci sono però le cifre. I dati. E questi non mentono.
cifre
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Alla fine della prima giornata, ventiquattro partite, il tempo di gioco effettivo – secondo la Opta – è stato di 57'22". L’ora resta lontana (ma i calciatori si stancano anche, eh) e rispetto al Qatar sembra un peggioramento. A Doha e dintorni, nel primo turno, il tempo effettivo era stato infatti 58’08”, cioè 44 secondi in più. E allora? Meglio non cadere nel famoso miraggio. Perché oggi le partite durano complessivamente – dal fischio d’inizio a quello finale – 96'08" in media, mentre nel 2022, per ottenere questi 44 secondi in più, si restava in campo 102'43". Quasi un tempo supplementare tra giocatori per terra, manfrine, recuperi eccetera.
60%
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Ecco la differenza. Il flusso di gioco è più continuo, ne guadagna lo spettacolo. Tutto più concentrato. Le partite sembrano giocate di corsa. Non c’è un attimo di respiro e chi è davanti alla tv se n’è accorto. Impietoso il confronto con Russia 2018 che rivoluzionò il calcio con il Var ma, dal punto di vista dei tempi, sembra un’altra epoca. Nella prima giornata, il tempo medio di gioco era stato 54'50" in 96'54" totali. In termini percentuali, oggi si gioca quasi il 60 per cento dei minuti che si è in campo. Prima ci si aggirava sul 56 per cento.
nuove regole
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Merito delle nuove regole. Già i portieri non potevano andare oltre gli 8 secondi per la rimessa dopo che la palla era in loro possesso. Con l’ultimo International Board è calata la scure su furbi e perditempo. Cinque secondi per le rimesse dal fondo (altrimenti angolo per chi attacca) e 5 secondi per la rimessa laterale (altrimenti inversione). Il tutto mantenendo un margine di discrezionalità per gli arbitri. Idem per i cambi: 10 secondi o il giocatore resta fuori e aspetta il primo stop dopo un minuto dal cambio. E infine gli infortuni: crolli a terra? Bene, se il fallo non è stato da giallo o rosso, ti soccorrono e poi stai un minuto fuori lasciando i tuoi in dieci. Mamma mia di che salute godono i giocatori in questo Mondiale: nessuna cade, sono tutti iper-vitaminizzati. E gli stop per bere, detti anche timeout o "restate con noi dopo la pubblicità?". Dai dati dei primi tempi sembra che il riposo faccia bene: 19 gol e 170 tiri dopo il break contro 14 gol e 115 prima. Sui secondi tempi, con i cambi, le rilevazioni statistiche al momento sembrano meno affidabili. Comunque, l’obiettivo di Collina sembra già raggiunto, anche se il Mondiale è lungo la strada sembra tracciata. Non ci sono dubbi che ne guadagnerà anche la Champions. Riusciranno i nostri eroi di Serie A...



