Meloni: 'Non condividerei un'azione Usa in Groenlandia. Spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell'ordine'

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"Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno". Così la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno, organizzata dall'Ordine dei giornalisti.

A proposito dell'Ucraina, secondo Meloni, "non c'è un opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell'ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l'invio di soldati è perchè il principale strumento per le garanzie di pace è l'articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l'Ucraina". 

"Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che considero un po' di parte" ha detto Meloni rispondendo a una domanda sull'ipotesi di invio di truppe italiane in Ucraina. 

Secondo la premier "Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti" della Russia "con l'Italia, come Macron l'ha fatto sull'Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l'Ue parli con la Russia".

Rispondendo alla prima delle 40 domande, la premier è intervenuta sul caso Trentini. "Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio", ha detto la presidente. "E' molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei". 

"Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela", afferma la premier.

"Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare". Detto ciò, "i risultati per me non sono sufficienti", dunque "questo è l'anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno.

"Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno" ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che "spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento". 

In merito al referendum sulla giustizia, "a norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla".

Sulla riforma della legge elettorale "ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento" e "spero in un'interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali" ma "se c'è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza', ha detto la premier

Aprendo il tradizionale appuntamento con la stampa Meloni -  dopo un applauso in omaggio alle vittime di Crans-Montana - ha ringraziato "il presidente dell'Ordine dei giornalisti Bartoli, il presidente Signore della Stampa parlamentare per avere organizzato questa conferenza stampa che oramai è diventata di inizio anno, abbiamo insieme dato vita a una tradizione nuova". 

"La libertà di stampa è il presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia" e va difesa, ha detto Meloni.

 

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