Meloni al podcast di Fedez: 'Votare no per mandare a casa il governo è una trappola'

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La premier Giorgia Meloni è stata ospite del 'Pulp podcast' di Fedez e Mr Marra. 

"Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale - ha detto Meloni - con decisioni unilaterali che si moltiplicano. Viviamo in un mondo in cui ti trovi a scegliere tra scenari tutti poco rassicuranti. Io non ho elementi per confermare o confutare quello che dicono gli americani sull'Iran e quindi continuiamo a perseguire la strada di tentare di chiudere un accordo con l'Iran per cui vedere se l'Iran accetta di usare solo a scopi civili e non militari". E incalzata ha aggiunto: "Qui il punto non è se ti piace la guerra o la pace". Dire che il governo italiano condanna l'attacco degli Stati Uniti all'Iran "anche quello è uno scenario pericoloso e lo sarebbe per te e non per gli americani. E nella mia posizione di presidente del Consiglio, mi permetterete.. se non ho queste certezze, ed essendo la sicurezza degli italiani a repentaglio, non è perché sono vigliacca o non lucida. Ma devo fare valutazioni più complesse e sapendo che avranno conseguenze per gli altri".

Video Referendum, Meloni: 'Votare no per mandare a casa il governo e' una trappola'

La presidente del Consiglio ha utilizzato all'inizio il 'tu' mentre si rivolgeva a Mr Marra, fatto di cui subito dopo si è scusata passando al 'lei'. "Il fronte del 'no' lavora per farlo diventare un referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta, che invece è di buon senso e l'unico strumento che ha è dire: 'Vai a votare per mandare a casa Meloni'. Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Se la detesti e sei d'accordo con la riforma, secondo me, vota sì e tra un anno vai a votare per cacciarla. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema". Meloni ha ribadito che non intende dimettersi dal suo ruolo di premier anche se al prossimo referendum sulla giustizia vincesse il 'no'. "Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato - ha detto - portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani, facendomi poi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Quindi, se tu oggi voti 'no' solo per mandare a casa la Meloni, ti ritrovi che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone".  "Non si può continuare a dire che i cittadini votano emotivamente perché 'state sbagliando la campagna elettorale'. Per carità, in questa campagna si è detto di tutto e mi pare più dall'altra parte che dalla nostra. Ci sono stati errori, sono volate cose del tutto surreali, per carità". E sulla riforma della giustizia, ha ribadito: "E' volutamente semplice e non è di 120 pagine in cui non capisci nulla. E' una riforma molto semplice perché i cittadini la possa capire. E il voto non è Meloni sì o Meloni no, ma è 'vuoi più merito sì o no? 'Vuoi liberare il Csm dal condizionamento della politica sì o no? Vuoi più efficienza sì o no'?".

Dietro le quinte

Durante la registrazione del podcast c'è stato un problema con il microfono, la registrazione è stata stoppata qualche secondo e Meloni si è lamentata un po' per l'interruzione. Mentre la presidente del Consiglio stava rispondendo a una domanda sui rapporti tra l'Italia e gli Usa, dallo staff l'hanno interrotta, probabilmente perché il microfono era piazzato di fronte, oscurandole il viso. Meloni, intercettando i segnali dall'altra parte, ha chiesto: "C'è un problema?" e un po' infastidita ha aggiunto: "Ho capito Filì, fammi finire però...Santa Madonna". Il microfono è stato quindi spostato di lato e Fedez ha scherzato proprio sulla posizione del microfono mentre Meloni, continuando a rivolgendosi allo staff, si è lamentata dicendo in romanesco: "Ora m' hai fatto perdere il ragionamento...se aspettavi 'n attimo".

Al termine della registrazione del podcast sono comparse tre schermate con alcune precisazioni da parte del programma, per chiarire che "non ci sono stati tagli di merito" ma solo "tecnici". "Tra le tante falsità che sono state dette in questi giorni, ci sono state anche quelle su potenziali tagli post registrazione - si legge - Nella puntata non ci sono stati tagli di merito. Siamo pronti a fornire il girato integrale ad autorità che volessero verificare ciò. Tutti i tagli sono tecnici, per i cambio scheda delle camere o per interruzioni esterne. Come per tutti gli ospiti politici, le cose concordate erano i macro-argomenti, non lo script completo. Si può evincere facilmente dal fatto che molte domande e contro argomentazioni sono di reazione alle parole della premier, quindi non preventivabili".

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