commento
Contenuto premium
Brignone, come Vonn, ha messo a repentaglio la sua salute e ora si ferma: la fame dei campioni spesso sposta limiti e cognizione del dolore, ma quando un corpo urla...
Valgono di più due ori olimpici o una gamba integra? Federica Brignone dice quello che non ti aspetti: sarei disposta a rinunciare alle medaglie, per tornare alla situazione di prima. È spiazzante un’atleta che dopo aver compiuto una delle imprese più straordinarie dello sport italiano sembra quasi volerla ridimensionare. Non per modestia, o perché non sia consapevole del valore del risultato raggiunto ("Ho fatto qualcosa di infattibile") ma perché, oggi, ha chiare in testa le sue nuove priorità. La sua voglia vorace si è appagata, forse annegata nel tipico blues post Olimpiade, la sindrome riscontrata da molti psicologi negli atleti che dopo aver raggiunto un obiettivo che è stato ragione di vita, si trovano di colpo svuotati (e, chissà, forse è per sfuggire a questo stato d’animo, oltre che per non sentire il rumore di fondo della notorietà, che è corsa a gareggiare ad Andorra).

