La premier Giorgia Meloni, dopo aver sentito i leader mediorientali, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, in qualità di Presidenza di turno dell'Unione europea, ha "relazionato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aggiornandolo compiutamente sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.
"In parallelo" con i contatti della premier Giorgia Meloni con i leader internazionali e mediorientali sulla crisi in Iran, "continua il costante coordinamento con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in merito alla situazione dei connazionali residenti e in transito nella regione, a cui si rinnova l'invito alla massima prudenza e a osservare le indicazioni che provengono dall'Unità di crisi della Farnesina". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.
Intanto il ministro Tajani si dice "pronto" a riferire al Parlamento sulla crisi in Medio Oriente e gli sviluppi: "Stamattina mi ha chiamato la presidente Craxi per chiedermi se ero pronto a riferire alle commissione Esteri e Difesa al Senato. Ho dato la mia disponibilità, quindi non c'è problema", ha spiegato. "Ieri ho parlato con anche i leader dell'opposizione che volevano chiarimenti, volevano informazioni. Tutto quello che stiamo facendo lo stiamo raccontando minuto per minuto con l'obiettivo soprattutto di rassicurare le famiglie italiane che hanno parenti che vivono o sono in viaggio" ha aggiunto Tajani. Da fonti parlamentari si apprende che il vicepremier riferirà domani alle 15 davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato sugli sviluppi della crisi.
"Noi diciamo innanzitutto che è inaccettabile che l'Iran costruisse la bomba atomica e che incrementasse il numero di missili. Come ha detto e ripetuto il presidente del Consiglio più volte, noi eravamo favorevoli alla scelta della diplomazia, però l'Iran non poteva avere la bomba. Certamente l'irrigidimento iraniano ha provocato questa reazione, perché Israele e gli Stati Uniti intravedevano un pericolo per la loro sicurezza" ha detto Tajani, in un punto stampa alla Farnesina, rispondendo a chi gli domandava se per il governo chi è intervenuto in Iran ha fatto bene. "Quello che condanniamo con grande fermezza è la reazione dell'Iran, che ha attaccato con violenza Paesi che non c'entravano nulla - ha aggiunto Tajani -. Così si è veramente isolato il regime iraniano, perché attaccare Arabia Saudita, Oman, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti è privo di qualsiasi senso. Noi siamo solidali con i Paesi del Golfo perché sono vittime di un attacco privo di senso".
"La situazione dove ci sono più italiani e dove c'è più incertezza, in questo momento è a Dubai e ad Abu Dhabi, soprattutto a Dubai. Il nostro consolato è operativo, abbiamo aggiunto 5 linee di emergenza al consolato. Ieri - ha spiegato - il console e il viceconsole sono stati in aeroporto. Stiamo assistendo anche gruppi di giovani minorenni. In questo momento il console d'Italia a Dubai è in contatto con questi i ragazzi. Quindi sono tutti comunque assistiti, sistemati negli alberghi. Tutto è garantito e sostenuto anche economicamente dal governo degli Emirati Arabi Uniti, così come mi aveva assicurato ieri il ministro degli Esteri. Lo stesso ad Abu Dhabi, dove è stata colpito un grattacielo vicino alla nostra sede diplomatica. Per questo tutto il lavoro si svolge nella residenza e non in ambasciata" ha precisato Tajani, che nella notte ha partecipato alla riunione del G7 insieme al segretario di Stato americano Marco Rubio.
"Non ci sono militari italiani né civili italiani coinvolti in qualche modo negli attacchi che ancora continuano. Anche in Iran non ci sono in questo momento italiani che devono lasciare il paese. Soltanto uno ha passato la frontiera con l'Azerbaigian ed è stato imbarcato stamane da un volo che arriverà a Malpensa" ha rassicurato il vicepremier, aggiungendo che nessun italiano è a rischio neanche in Pakistan e in Iraq.
"Fatto salvo che che noi preferiamo sempre la via diplomatica, però se un regime sanguinario islamico prepara la bomba atomica e vuole cancellare i Paesi occidentali dalla faccia della terra, chi è intervenuto ha fatto bene". Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, parlandone a Firenze coi giornalisti davanti a un gazebo del Carroccio per promuovere il Sì al referendum sulla giustizia. "Poi se uno mi chiede, io rispondo che per me è sempre meglio l'arte della diplomazia e del convincimento - ha concluso - Con certa gente probabilmente il convincimento deve essere accompagnato da altro, ecco".
A una domanda sull'esistenza di prove o meno delle armi nucleari e di distruzione di massa in possesso dell'Iran, Salvini a Firenze ha risposto: "Diciamo che decine di migliaia di giovani iraniani massacrati, stuprati, arrestati trucidati e la volontà, dichiarata, di cancellare dalla cartina geografica del mondo dei Paesi occidentali ci sono". Inoltre, "le immagini di festa di giovani iraniani in Iran e in tante città del mondo, come accadde per la deposizione del dittatore venezuelano ci sono".
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