McKennie: "Haters, venite a dirmi le cose in faccia. Il peso? A lungo l'ho fatta franca, poi..."

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L'americano parla al podcast "The Cooligans" e racconta la sua carriera fin qui controcorrente: sempre in bilico, anche alla Juve, è stato più forte pure delle critiche

Fabio Russo

Giornalista

14 marzo - 18:30 - MILANO

Una vita controcorrente. A Weston McKennie non è mai piaciuta la via più semplice fin da quando, da giovanissimo, si è avvicinato al calcio pur essendo tra gli sport meno popolari del suo paese. E pure alla Juve, prima dell'avvento di Spalletti, la sua posizione è stata sempre in bilico. L'americano ha scelto il podcast The Cooligans per confessarsi, tra i problemi di peso, le critiche e gli haters sui social. "Penso che se le persone avessero tempo di conoscermi davvero, molte delle cose che scrivono online non le direbbero mai di persona. Ad esempio il tema del peso non è un segreto, è qualcosa di cui si è parlato. Per molto tempo sono riuscito a farla franca perché ero giovane e riesco a correre tanto - ammette McKennie -. Di solito sono quello che corre di più nelle partite. Ma qui in Italia, con gli allenatori e lo staff che ho avuto, sto capendo che con l’età non puoi più permettertelo. Devi prenderti cura del tuo corpo: recupero, idratazione, tutto, anche se io odio il recupero. Le critiche, comunque, sono qualcosa che mi ha motivato molto nella mia carriera. Ho avuto persone che dubitavano di me fin dalle nazionali giovanili, sono stato tagliato, mi dicevano che non ero abbastanza bravo. Quindi sì, con le critiche convivo da tutta la vita. E penso che in realtà mi faccia rendere meglio invece di buttarmi giù". 

mckennie al podcast "the cooligans"

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Come detto, pure in bianconero per McKennie non è stato semplice: sempre in bilico, mai completamente capace di convincere i tanti allenatori che si sono succeduti e spesso finito sul mercato prima di rilanciarsi sul campo. L'ultima volta nell'estate del 2024, complice anche un contratto in scadenza l'anno successivo. "Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante di emozioni, però mi sono sempre sentito a casa qui. Avrei potuto prendere la via facile quando la Juventus voleva vendermi un anno e mezzo fa - spiega ancora l'americano -. Nel momento in cui mi si voleva cedere avrei potuto dire: "Ok, non mi volete qui, me ne vado". Ma io sapevo di poter giocare in questa squadra e di poter tornare titolare. Sapevo che non sarebbe stato un percorso semplice: magari stare in panchina, allenarmi durissimo ogni giorno. Ma ero disposto a farlo. A volte devi capire che le cose non sono sempre facili e non ti vengono regalate. Quando hai le spalle al muro, non puoi più tornare indietro. Puoi solo andare avanti". E con questa forza di volontà, adesso McKennie si è preso la Juve.

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