Mash GT750, arriva la tourer franco-cinese accessibile

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Con la GT750 Mash cambia passo. Il bicilindrico parallelo di 730 cc, il serbatoio da 24 litri, la carenatura avvolgente, le valigie di serie, il parabrezza regolabile elettricamente, e perfino le telecamere anteriore e posteriore raccontano una moto costruita per alzare l’asticella

Valerio Boni

22 marzo - 12:16 - MILANO

In Italia il nome Mash è stato associato soprattutto alle 125 dal gusto rétro, moto semplici e accessibili con cui il marchio francese si è fatto conoscere. In realtà la Casa aveva già allungato il passo con alcune 400 e 650, ma con la GT750 punta a cambiare scenario: non più una monocilindrica essenziale o una media di gusto classico, bensì una vera tourer carenata, ricca di dotazioni e con ambizioni da macinachilometri. Mash aveva infatti già proposto modelli come Five Hundred 400, Six Hundred 650 e X-Ride 650, mentre la sua notorietà iniziale in Italia è legata soprattutto alla diffusione delle 125 della famiglia Seventy Five, Black Seven e Café Racer. Una gamma di moto prodotte in Cina o sviluppate su basi cinesi per il mercato europeo.

antitedesca

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La GT750 entra così in un territorio nuovo per il marchio, quello delle granturismo di taglia medio-alta, un segmento che negli ultimi anni è stato progressivamente schiacciato dal successo delle crossover. Ufficialmente è francese, ma si tratta di un modello Jedi Motors cinese adattato e rivisto per il mercato francese ed europeo. La sua presenza scenica è costruita proprio per sottolineare questo salto di categoria, con un frontale ampio, carenatura avvolgente, parabrezza alto, valigie laterali integrate e una silhouette che richiama apertamente la tradizione delle tourer europee. Sotto quest'ultimo aspetto, la parentela stilistica con le grandi stradiste tedesche (una in particolare) è evidente, ma lo è anche il tentativo di offrire una moto dall’immagine importante a un prezzo decisamente aggressivo.

numeri interessanti

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Il cuore della nuova Mash è un bicilindrico parallelo di 730 cc, raffreddato a liquido, con distribuzione bialbero, omologato Euro 5+. La potenza dichiarata è di 74,8 cavalli a 8.500 giri, mentre la coppia massima raggiunge i 69 Nm a 6.800 giri. Sono numeri che la collocano in una fascia intermedia interessante, abbastanza in alto da darle credibilità come moto da viaggio a pieno titolo, ma ancora in un’area di accessibilità economica e tecnica che resta coerente con la filosofia del marchio. È prevista anche la versione depotenziata per patente A2, accreditata di 47,5 cavalli.

niente cardano

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La trasmissione finale è a catena, una scelta meno nobile del cardano adottato dalle tourer di fascia superiore, ma coerente con l’obiettivo di contenere costi e prezzo finale. Più interessante, invece, è l’impostazione generale della ciclistica. La GT750 si presenta con un telaio a doppio trave in lega di alluminio, forcellone sempre in alluminio e una forcella rovesciata regolabile. Anche l’impianto frenante è pensato per dare all’immagine della moto, con doppio disco anteriore da 300 mm, disco posteriore da 260 mm, componenti Brembo e Abs Bosch a doppio canale.

nata per viaggiare

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Le ruote hanno un diametro di 17 pollici, e sono abbinate a pneumatici Michelin Road 6 nelle misure 120/70 all’anteriore e 180/55 al posteriore. Non c’è alcuna concessione al mondo adventure, la GT750 nasce per l’asfalto, per il turismo veloce e per il viaggio con bagagli, più che per inseguire la moda delle moto totali. Anche le proporzioni vanno in questa direzione. La lunghezza è di 2.230 mm, la larghezza di 930, l’altezza di 1.475, con un interasse di 1.464 mm. La sella è posizionata a 780 mm da terra, con un peso dichiarato di 275 kg, un valore importante, ma in linea con la tipologia tipo di moto.

c'è tutto

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Uno degli aspetti sui quali Mash insiste di più è l’equipaggiamento. La GT750 arriva infatti già molto completa, quasi con la logica di una moto full optional proposta però a prezzo definito, senza sorprese. Tra i contenuti dichiarati figurano il parabrezza regolabile elettricamente, l’avviamento keyless, il display Tft da 12,3 pollici, le valigie laterali rigide, la sella e le manopole riscaldabili. A questo si aggiungono prese Usb-A, Usb-C e 12V, oltre a un elemento curioso e insolito in questa fascia: la presenza di videocamere anteriori e posteriori di serie.

oltre 500 km con un pieno

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Anche sul piano del turismo pratico la scheda tecnica prova a costruire un’identità precisa. Il serbatoio da 24 litri è uno dei dati più significativi dell’intero progetto, perché richiama immediatamente l’idea della grande viaggiatrice, della moto pensata per coprire molti chilometri con poche soste. In abbinamento, Mash dichiara un consumo medio di 4,6 litri per 100 km: un valore teorico che, almeno sulla carta, lascia intuire un’autonomia interessante. La garanzia di 3 anni a chilometraggio illimitato rientra nella stessa strategia, rassicurare il cliente che si avvicina a un prodotto apparentemente low cost.

tutto a 11.999 euro

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Il posizionamento commerciale è probabilmente il punto più delicato e più interessante dell’intera operazione. In Francia la GT750 è proposta a 11.999 euro nelle colorazioni Noir e Gold, un prezzo che la colloca molto al di sotto delle grandi tourer premium europee e giapponesi, ma comunque abbastanza in alto da segnare una rottura netta con la Mash che abbiamo conosciuto finora. È proprio qui che il modello gioca la sua partita: offrire l’aspetto, la dotazione e l’impostazione di una granturismo vera a una cifra che, almeno sulla carta, resta sensibilmente più accessibile di quella richiesta dai riferimenti storici della categoria

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