Marquez, è un ritorno tra luci e ombre: "Esame superato. Ma non so quando sarò al 100%"

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Dopo le due operazioni, lo spagnolo della Ducati è tornato in gara al Mugello. Com'è andata davvero? "Ho dato il massimo fino a quando ho potuto, ho venduto cara la pelle. Ma i tempi per il pieno recupero fisico non li conosco. Mentalmente però sono pronto" 

Massimo Falcioni

1 giugno - 17:25 - MILANO

Un altro tassello di storia è quello scritto dalla MotoGP nel GP d’Italia del Mugello: un Marco Bezzecchi da incorniciare, un’Aprilia dominante, un Pecco Bagnaia ritrovato e convincente e altri protagonisti italiani di alto livello, a cominciare da Fabio Di Giannantonio. Poi c’è stato il ritorno alle corse di Marc Marquez, appena 19 giorni dopo la doppia operazione alla spalla destra e al quinto metatarso. Lo spagnolo ha chiuso al settimo posto, dopo il quinto nella Sprint del sabato, ma il risultato racconta solo una parte della sua domenica. Ciò che conta davvero, per il fuoriclasse di Cervera, è aver dimostrato ancora una volta la sua straordinaria forza mentale, la capacità di rialzarsi e ripartire, rimettendosi in gioco da protagonista. Ma come è andato davvero questo rientro? 

coraggioso

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“Coraggioso a tornare al Mugello. Non mi sono divertito, ma fa parte del percorso. Vendo cara la mia pelle. A otto giri dalla fine non ne avevo più. La decisione di rientrare al Mugello è stata sofferta, ma direi che la prova è stata superata a pieni voti. Ho mostrato anche sprazzi di velocità e in gara ho deciso di dare il massimo e calare il ritmo a poco a poco”. A microfoni e taccuini lo spagnolo si è detto soddisfatto, ma senza trionfalismi, staccato di poco più di dieci secondi dal vincitore Bezzecchi. Il Mugello rappresentava una tappa fondamentale per il campione spagnolo, tornato in pista dopo lo stop forzato e desideroso di ritrovare ritmo e fiducia in sella. Già con il quarto posto in qualifica e il quinto nella Sprint Race del sabato, Marquez aveva lanciato segnali incoraggianti al rientro dalla doppia operazione alla spalla e al piede dello scorso 10 maggio. Ieri, su una distanza doppia e su uno dei tracciati più impegnativi del calendario, il numero 93 ha confermato tutta la sua determinazione e resilienza, conquistando 14 punti preziosi per la classifica. 

la risposta del fisico

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Certo, con 102 lunghezze da recuperare al capoclassifica Bezzecchi, la difesa del titolo mondiale appare oggi una vera e propria chimera. Anche per un campione del calibro di Marc Marquez. Soprattutto alla luce dello straordinario livello di competitività mostrato ancora una volta dall’Aprilia sui saliscendi del circuito toscano. Del resto, nel weekend del Mugello, l’obiettivo principale del campione del mondo in carica era correre contro il tempo. Più ancora del risultato, contava verificare la risposta del fisico su una pista particolarmente esigente, caratterizzata da staccate violente, curve ad alta percorrenza e repentini cambi di direzione che richiedono un enorme lavoro delle braccia e una continua pressione sulle pedane. Da questo punto di vista non sono mancati i segnali positivi, pur nel contesto di una condizione fisica ancora lontana dall’essere ottimale. "Dopo la Sprint sono riuscito a scrivere gli appunti, mentre nelle ultime gare mi tremavano le mani", ha raccontato Marquez, sottolineando come i nervi stiano progressivamente tornando a una condizione di normalità, nonostante il settimo intervento all’arto superiore destro. 

il futuro

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Anche se il dolore acuto è ormai scomparso, Marc chiarisce che il percorso resta ancora lungo: "Guidare in queste condizioni non è appagante, è un vero lavoro. Ma lo faccio per tornare competitivo e per tornare a divertirmi in futuro. Ora ghiaccio, ghiaccio e ancora ghiaccio per i prossimi due giorni, per recuperare al meglio e provare a spingere di nuovo il braccio al limite in Ungheria". Marc ha poi aggiunto come sia fondamentale non soltanto curare il corpo, ma anche avere la giusta mentalità per ricostruire, accettando i propri limiti e armandosi di grande pazienza per tornare a lavorare sul futuro. “Non so quale sia e quando sarà il mio 100%”, ha ammesso. “Non so se ci vorranno due settimane, due mesi o ancora di più per raggiungerlo. La cosa più importante è che mentalmente sono pronto e voglio cercare di tornare al mio livello migliore. Perché, se non si è pronti mentalmente, è meglio arrendersi. Io sono pronto e ci proverò”. Parole semplici ma eloquenti, che riassumono perfettamente la sfida fisica e mentale che Marc Marquez sta affrontando nel tentativo di tornare ai vertici della MotoGP.

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