Mani fredde, cuore caldo: alcune aritmie sono legate alla temperatura corporea

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La ricerca

Gli esperti hanno preso in esame le mutazioni del canale ionico TRPM4, osservando come una di queste si attivi solo nella pelle più fredda

di Federico Mereta

9 maggio 2026

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Se pensate che il detto popolare “mani fredde, cuore caldo” indichi soltanto una persona apparentemente burbera nei modi ma fortemente generosa, sappiate che la scienza sta per riservarvi una sorpresa. Perché esisterebbe un parallelismo biologico con questa metafora, legato alle mutazioni del canale ionico TRPM4, codificate dall'omonimo gene. Queste sono correlate a patologie cardiache come disturbi del ritmo e difetti nel sistema di conduzione elettrica del cuore, come la sindrome di Brugada o altre alterazioni su base genetica, ed anche a quadri dermatologici rari, come l'eritrocheratodermia progressiva simmetrica, con chiazze arrossate ed ispessite che tendono ad allargarsi. In genere, però, quando sono presenti le alterazioni del ritmo cardiaco non ci sono segni di altre condizioni cutanee e viceversa.

Il motivo? Sta proprio nella relativa “freddezza” cutanea rispetto al calore degli organi interni. La temperatura, infatti, agirebbe sull'attivazione delle mutazioni del gene, con conseguente interessamento di uno o dell'altro tessuto. A chiarire questo “mistero” scientifico attribuendo al relativo calore quanto accade al cuore e non alla pelle e viceversa è una ricerca coordinata da Jie Zheng, dell'Università della California Davis, apparsa su Proceedings of the National Academy of Sciences - PNAS (primo nome Yuhua Tian).

Cosa accade normalmente

Gli esperti hanno preso in esame le mutazioni del canale ionico TRPM4, osservando come una di queste si attivi solo nella pelle più fredda, mentre un'altra esercita i suoi effetti solo alla temperatura corporea più elevata del cuore. Non solo: oltre all'aspetto termico, anche il tipo di cellula e i segnali chimici locali giocano un ruolo importante. Ma andiamo con ordine. Il gene TRPM4 si trova sul cromosoma 19, fornisce le istruzioni per la produzione di una proteina che agisce come una sorta di “cancello” nella membrana cellulare. Quando i livelli di calcio all'interno della cellula aumentano, il cancello si apre, con alterazione dello stato elettrico della cellula e comparsa di segnali anomali. Il processo è fondamentale per molti organi, primo tra tutti il cuore, visto che contribuisce a regolare il ritmo cardiaco. Nella pelle e nel sistema immunitario, questa attività regolata dal cancello contribuisce a controllare l'infiammazione e la migrazione cellulare. Attenzione però: seppur in presenza di mutazioni simili, i pazienti non sviluppino mai le diverse patologie assieme, pur se cresce 'attività del TRPM4.

Il ruolo della temperatura

Stando ai modelli della genetica classica, se uno stesso canale lavora in modo eccessivo teoricamente l'influenza su tutti i tessuti dovrebbe essere la stessa. Ma nel corpo umano non è così. Ed è questo il passo avanti importante dello studio: misurando l'attività dei canali ionici e il comportamento cellulare in condizioni di temperatura simili a quelle della pelle e del cuore, gli scienziati hanno scoperto come il caldo e il freddo determinano dove queste mutazioni provocano la malattia. “La ricerca mostra chiaramente come “scaldare il cuore”, frase che ci aiuta a definire quanto ci si sente meglio, in questi casi non sia utile ma addirittura negativo – commenta Giulio Molon, direttore della Cardiologia presso l'Irccs Sacro Cuore di Negrar, vicino a Verona –“.

I valori termici, in particolare, agirebbero su un lipide di membrana, caratterizzato dalla sigla PIP2, che con i livelli di calcio nelle cellule regolerebbero l'attività di TRPM4. Ma mentre le mutazioni legate a malattie cutanee interrompono il controllo dello stesso TRPM4 da parte del PIP2 intorno ai 25-30 gradi (quindi a valori che si possono registrare per la pelle di mani e piedi), le mutazioni che causano malattie cardiache aumentano il numero di canali TRPM4 nelle cellule cardiache e potenziano la segnalazione elettrica, ma solo alla temperatura corporea centrale, ovvero intorno ai 37 gradi. Quindi le mutazioni che determinano le patologie cardiache sono in gran parte inattive nel tessuto cutaneo, che è più freddo. Conclusione: “questo spiega perché le mutazioni cutanee causano danni solo alla pelle, mentre le mutazioni cardiache colpiscono solo il cuore – il commento di Zheng in una nota. Il canale reagisce al suo ambiente -”.

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