Maldini, sempre più Italia: Malagò e i club in pressing. I dettagli

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Per l'ex capitano del Milan pronto un ruolo mai così centrale: sarebbe a capo del settore tecnico e giovanile con piena autonomia. Poi, tutto su Conte come ct

La navigazione della nuova nave azzurra non ha ancora trovato la giusta andatura e per farlo serve mettere la deriva al sicuro. Primo: Paolo Maldini al timone di un Club Italia ridisegnato. Secondo: la nomina di un commissario tecnico capace di invertire la rotta senza brusche virate. Già, Maldini. Il punto di partenza e di arrivo delle riflessioni in corso da quando Giovanni Malagò è salito al piano nobile della Figc: il direttore tecnico che non abbiamo mai avuto non può che essere il vicecampione del Mondo nel '94 e vicecampione d'Europa nel 2000. Così la pensano le componenti del nostro pallone, così cercheranno di farla pensare al diretto interessato. Come? Questione di autonomia e di responsabilità mai rifiutate.

ore decisive

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I club di Serie A che hanno individuato in Malagò la soluzione ai nostri problemi la pensano così: Maldini dt e Antonio Conte sulla panchina azzurra. La rotta da seguire è come un percorso a tappe dove il primo passo è propedeutico al secondo: il direttore tecnico sceglie il ct e il tavolo dei consiglieri federali lo approva. Maldini ascolta, annota, riflette: scendere in campo senza un raggio d'azione tale da metterlo al centro della scena non rientra tra le sue valutazioni, ma l'orizzonte e le prospettive che lo attendono, se accettasse l'incarico, sarebbero una novità assoluta per il sistema calcio italiano. Tradotto: essere a capo del Club Italia sarà come esserlo anche del settore tecnico federale e del settore giovanile, tre strutture e tre divisioni non più separate, ma dentro un unico contenitore così come aveva pensato l'ormai ex presidente della Figc Gabriele Gravina. Maldini al vertice di una visione fino ad ora assente significherebbe avere l'uomo giusto al posto giusto: in queste ore, seppur da Losanna per impegni Cio, Malagò ha cominciato a tessere una tela non di facile realizzazione, ma l'ottimismo resta in campo anche perché oltre il Paolo nazionale c'è poco, se non niente. 

scelta di cuore

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Tutto su Maldini, dunque. E, poi, tutto su Conte: il piano A non prevede deviazioni. I consiglieri federali Marotta e Chiellini sono in contatto tra loro e con Malagò: il primo consiglio federale in agenda mercoledì prossimo rappresenterà il bivio più delicato e atteso. Perché le società di Serie A puntano su Conte e non Mancini? Prima di ogni cosa, i club puntano a dire la loro sul nome del nuovo ct per un semplice motivo: con il commissario tecnico del post shock c'è da instaurare un rapporto fiduciario, un dialogo, inevitabile, per scrivere l'agenda su questioni come gli stage o le convocazioni. Conte e non Mancini è una preferenza che si basa su due fondamenta: Antonio è il più adatto a incidere in poco tempo anche se ne avrà fino al prossimo Mondiale, Roberto vive di una sua profonda credibilità per la magia di Wembley, 11 luglio 2021, ma il peso del "tradimento" per l'Arabia è troppo recente. E poi c'è quel profondo legame con il Malagò dell'Aniene che a qualcuno suona come una questione di opportunità non scommettere sul bis del Mancio.

spazio a zola?

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Maldini direttore tecnico al vertice di un Club Italia rinnovato, diverso, triplicato: per il fuoriserie di una vita al Milan avrebbe il gusto di un ritorno a quando proprio in rossonero, da dirigente, si riprese il pass Champions e, soprattutto, lo scudetto nel maggio del 2022. Dentro ad un Club Italia mai visto potrebbe trovare spazio un profilo come quello di Gianfranco Zola, in campo con la riforma che porta il suo nome in Lega Pro - quella degli incentivi economici a chi dà minuti ai giovani giocatori - e in campo come un grande ex con il desiderio di cambiare le cose. Ancora pochi giorni e se ne saprà di più, molto di più: la nuova Italia sta per rimettersi in moto dopo il viaggio alla rovescia di fine marzo a Zenica, Bosnia, e dopo le elezioni di lunedì per una legislatura che durerà due stagioni. Il Paolo nazionale deve compiere una scelta di cuore, consapevole che su di lui il calcio italiano punta per rivedere le stelle: dirà di sì se consapevole di poter incidere nel pieno rispetto dei ruoli, ma nel pieno rispetto dell'autonomia che chiede. Siamo ai supplementari, siamo al momento della svolta.

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