P. Dell'Anno · 08 aprile 2026
Durante un match del primo turno del Challenger di Madrid, il tennista giordano Abedellah Shelbayh ha chiesto all'arbitro di sospendere la partita per via dei numerosi insulti razzisti provenienti da un gruppo di scommettitori: da lì l'intervento della polizia spagnolo e l'arresto di uno dei molestatori. Guarda il video.
Ha dell’incredibile quanto accaduto al Challenger di Madrid, torneo che si svolge sulla terra rossa, nel match di primo turno tra Abedallah Shelbayh e Zsombor Piros. Sul vantaggio di 3-0 per l’ungherese nel terzo set il tennista giordano, ex grande promessa formatosi tra l’altro alla Rafa Nadal Academy, ha chiesto all’arbitro di sospendere il match. Un’invocazione quasi disperata, in seguito a disturbi insistenti di spettatori…o, per meglio dire, scommettitori. Una piaga sempre più dilagante, specie a livello Challenger, dove i controlli sono minori.
Nel caso di Shelbayh, gli insulti hanno oltrepassato il limite del buon senso: attacchi personali, molestie continue e addirittura richiami razzisti con riferimenti al leader israeliano Benjamin Netanyahu. Una vicenda quasi inquietante, che ha richiesto, oltre alla sospensione provvisoria del match, l’intervento della polizia nazionale spagnola, che ha arrestato uno dei molestatori cercando di restituire un senso di normalità all'incontro. E, per quanto Shelbayh abbia finito per perdere la partita, ha comunque alzato la voce, riuscendo a ritrovare almeno nel finale un ambiente salubre per una partita di tennis.


