Con due penalty neutralizzati, il portiere della Primavera rossonera decisivo nello storico terzo posto dell'Italia U17 al Mondiale di categoria. Ma Alessandro dal dischetto sta facendo prodezze da tempo (e anche nel suo caso l'Inter ne sa qualcosa). L'altro talento Sala ha firmato un contratto di 5 anni
Piccoli Mike Maignan crescono. E crescono decisamente bene. Che il Vismara sia un luogo generoso e una rampa di lancio ideale per chi gioca fra i pali è cosa nota già ben prima di Donnarumma. Nel frattempo, male non fa, continuano ad arrivare conferme. I portieri nel mondo rossonero sono figure centrali come dimostra Alessandro Longoni, numero uno della Primavera che ha appena concluso un Mondiale Under 17 in azzurro da protagonista assoluto. Se l’Italia è riuscita a mettere le mani sul terzo posto del torneo nella finalina col Brasile è infatti merito di Alessandro, 17enne nato a gennaio 2008, che ha murato due rigori verdeoro (andando a tanto così dal pararne un terzo) dopo lo zero a zero dei tempi regolamentari. Due guizzi che sono valsi un terzo gradino del podio comunque molto gradito (“Ragazzi straordinari”, ha detto il presidente federale Gravina) dopo aver accarezzato il sogno della coppa. Prima un tuffo alla sua destra che ha ricordato quello di Maignan con Calhanoglu, poi il bis dall’altra parte. Particolarmente indicativi i primi piani che le telecamere gli dedicavano al momento del tiro: sguardo glaciale, lui e il pallone isolati dal resto del mondo per qualche secondo.
gestione
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Capacità di adattamento alle varie situazioni: è una delle qualità migliori per un portiere, che deve saper passare dalla gestione di momenti della partita in cui si va sott’acqua, alla partecipazione al primo sviluppo del gioco, passando appunto per momenti di trance totale come nei tiri dal dischetto. Longoni porta gli azzurrini sul terzo gradino del mondo ma ha già dato contributi tangibili anche al Milan Primavera. Per il momento resta lì, inquadrato nel contesto del progetto Milan Futuro che si occupa di gestire le situazioni e la crescita dei talenti proprio come nel suo caso. Anche perché ci sono altri giovani ben avviati come Torriani (che fa parte a tutti gli effetti della rosa della prima squadra ma sta giocando con Milan Futuro per fare esperienza) e Pittarella (al posto di Torriani nelle convocazioni di Allegri). Longoni intanto si allena col suo preparatore Luca Castellazzi – esatto l’ex portiere dell’Inter – per migliorarsi. Punto di forza? Bravissimo nella palle basse e nella reattività fra i pali. Situazione da migliorare? L’efficacia nelle uscite alte.
nessuna paura
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Longoni è arrivato al Milan all’età di 8 anni e ci è rimasto non solo per bravura tecnica, ma per il suo carattere particolare. Se fuori dal campo è un ragazzo molto posato, che ama leggere e non disdegna di tirare fuori un libro in ritiro mentre tre quarti dei compagni hanno la faccia immersa nello smartphone, sul prato si trasforma e rientra appieno nella categoria dei portieri un po’ pazzi e imprevedibili. Paura di niente e di nessuno. E poi, quell’etichetta impegnativa – ma reale - di para-rigori, proprio come Maignan. In questo Mondiale Under 17 oltre ai due nella finalina ne aveva neutralizzato un altro alla Bolivia. E scorrendo la sua carriera è chiaro che è una delle sue specialità. Ci sono ancora i suoi guanti nella vittoria dell’Europeo 2024, quando nei quarti parò un rigore all’Inghilterra spianando poi la strada per il penalty decisivo di Camarda. Nel Milan la scorsa stagione, per esempio, ne ha neutralizzati quattro. Uno in campionato e tre in Coppa Italia, due dei quali murati all’Inter nei quarti di finale. Maignan ha di che esserne fiero.
rinnovo
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Restando in ambito giovanile, ma spostandosi in avanti per qualche decina di metri, la giornata di ieri ha messo a referto un autografo che promette tante cose belle: quello del centrocampista Emanuele Sala, talento cristallino di Milan Futuro e dell’Italia U19 di Bollini in grado di riscuotere le attenzioni di Allegri, che la scorsa estate se l’è portato dietro in alcune occasioni offrendogli anche una maglia da titolare nell’amichevole contro il Leeds, mentre quest’anno l’ha già convocato con Fiorentina e Pisa. Ebbene ieri Emanuele, proprio nel giorno del 18° compleanno, ha firmato un contratto di cinque anni col Diavolo. La strada è tracciata.



