Lo speciale Giro d'Italia nello Sportweek in edicola domenica

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Al via la 109ª edizione della corsa rosa: dal danese che cerca l'impresa e punta alla tripletta, alla guida completa alle tappe, passando per le speranze azzurre con Filippo Ganna e Jonathan Milan e i dieci anni dall'ultimo successo azzurro

1 maggio - 16:14 - MILANO

Venerdì prossimo, 8 maggio, parte dalla Bulgaria il 109° Giro d’Italia e alla corsa rosa è dedicato lo speciale di Sportweek in edicola eccezionalmente domenica 2 sempre con la Gazzetta al prezzo complessivo di 2,50 euro. 

cover story

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La copertina non può che andare al grande favorito di questa edizione, Jonas Vingegaard, che insieme al successo punta al tris dei nelle tre grandi corse a tappe, impresa riuscita finora soltanto ad Anquetil, Gimondi, Merckx, Hilault, Contador, Nibali e Froome. Il danese, all’esordio nel Giro, ha vinto il Tour nel 2022 e nel 2023, unico ciclista riuscito a battere sua maestà Pogacar, e la Vuelta l’anno scorso, che manca ancora allo sloveno. Il nostro magazine vi racconta la sua ascesa, i momenti cruciali della carriera e anche i risvolti privati della sua vita. Un campione pure di fair play, come dimostrano gli esempi al Tour nei confronti di Pogi e alla Vuelta con Evenepoel. E gli italiani? Le nostre speranze sono affidate a velocisti come Filippo Ganna, tra i favoriti nell’unica crono da 42 chilometri, e Jonathan Milan, segnalato per gli sprint. Ce ne parla Elia Viviani, che subito dopo l’addio alle corse debutta come diesse sull’ammiraglia della Ineos-Grenadiers: “Filippo è il migliore al mondo contro il tempo e Jonathan nelle volate: sono le nostre punte di diamante, ma anche Pellizzari sta crescendo bene”. 

lo squalo di messina

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L’ultimo italiano a vincere il Giro è stato Vincenzo Nibali, esattamente dieci anni fa. Doveroso quindi incontrarlo per rievocare una carriera unica, in cui tre gli altri ha alzato due volte il Trofeo Senza Fine. “Sono cresciuto sognando quella corsa lì. Anche se nel 2016 sono arrivato ad odiarla perché sembrava che dovessi vincerla per forza”. E tra i ricordi dei successi al Tour, alla Vuelta e ai Giri di Lombardia, lo Squalo di Messina elegge la vittoria più bella e il grande rimpianto: “Quella alla Sanremo fu un gran colpo di scena, una bella mattata. Quella mancata a Liegi invece ce l’ho ancora qui”. 

fotografie storiche e la guida al giro

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Da non perdere su questo Speciale Giro il racconto accompagnato da splendide fotografie della corsa rosa del 1946, vinta da Gino Bartali con appena 47” di vantaggio su Coppi tra le macerie di un Paese che usciva dalla guerra e attentati lungo il tracciato. Quell’edizione fu il simbolo della ripartenza italiana dopo cinque anni di orrori e bombardamenti. La parte centrale del magazine come sempre è la nostra guida, con le 21 tappe presentate una per una da Davide Cassani, complete di percorsi, chilometraggi, altimetrie e difficoltà fino alla passerella conclusiva a Roma. E poi le squadre con le divise, i corridori, le maglie delle quattro classifiche, l’albo d’oro illustrato e il Giro-E che si corre in contemporanea. In conclusione, tra moda, auto, libri, orologi e altri prodotti, pure la sezione Style ammicca al ciclismo e al Giro d’Italia.

La Gazzetta dello Sport

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