Lindblad, il debutto da sogno del 18enne che faceva i compiti in pista e s'ispira ad Antonelli

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Voluto da Marko come erede di Verstappen, che ha fatto infuriare a Melbourne, il pilota della Racing Bulls è andato a punti (ottavo) alla prima gara. "Teso? Affatto. Sono qui per questo"

Jacopo Moretti

8 marzo - 16:02 - MILANO

"Io, al mio primo giro in Formula Uno, in lotta con Hamilton? Pura follia". Passaporto britannico, madre indiana e padre svedese, dove il suo cognome significa "foglia di tiglio", Arvid Lindblad è il volto nuovo della stagione 2026 di F1. Scelto dalla Racing Bulls come prossimo Verstappen, al debutto tra i "grandi" ha subito fatto parlare di sé, conquistando i primi punti (ottavo) e mandando su tutte le furie proprio SuperMax. Ma chi è il 18enne dei record che è costato il licenziamento ad Helmut Marko? E perché vede nel nostro Antonelli il suo punto di riferimento?

destino segnato

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Nato a Londra nel 2007, Lindblad scopre i motori a tre anni, partendo dalle moto da cross prima di passare ai go kart. Le due ruote resteranno però una grande passione, condivisa con papà Stefan: "Seguiamo sempre la MotoGP, mi piace molto Marquez". Nel 2021, a soli tredici anni, è già nel programma giovani della Red Bull. Da lì, il percorso verso la F1 è segnato: più giovane vincitore di sempre nella storia della Formula 3, si ripete in F2 pochi mesi dopo, primo a Jeddah a 17 anni.

 Arvid Lindblad of Great Britain and Visa Cash App Racing Bulls poses for a selfie with a fan in the Paddock prior to the F1 Grand Prix of Australia at Albert Park Grand Prix Circuit on March 08, 2026 in Melbourne, Australia. (Photo by Joe Portlock/Getty Images)

firma segreta

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Gli basterà poi una sola stagione completa nella categoria cadetta per ricevere la chiamata della Racing Bulls, che l’ha scelto per affiancare Liam Lawson. A volerlo davvero come titolare per il team di Faenza è stato, però, Helmut Marko, al punto da metterlo sotto contratto senza informare i vertici del gruppo. "Cerchiamo il campione del futuro, Arvid ha quello che serve per esserlo e non potevo permettermi che andasse altrove".

il patto con mamma anita

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Dietro l’immagine del prodigio, però, c’è un ragazzo che ha dovuto costruire un equilibrio non banale. Mamma Anita non voleva che il suo "Ar" lasciasse gli studi, al punto da imporre un compromesso: "Se volevo correre nel weekend, dovevo passare la settimana sui libri. E i compiti di matematica me li portavo anche in pista". Lo studio è diventato così "il mio modo per avere qualcosa di completamente esterno rispetto alle corse. Mi ha aiutato molto. Voglio costruirmi un equilibrio simile anche in Formula Uno".

 Arvid Lindblad of Great Britain and Visa Cash App Racing Bulls prepares to drive during qualifying ahead of the F1 Grand Prix of Australia at Albert Park Grand Prix Circuit on March 07, 2026 in Melbourne, Australia. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images)

il debutto in australia

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E veniamo all’Australia. Unico debuttante in griglia, il britannico al via è stato perfetto, ritrovandosi persino davanti all’idolo d’infanzia Hamilton. "Ho sempre tifato per Lewis, è inglese ed è un uomo di colore, in lui avevo un pilota in cui riconoscermi". Poi un’intensa battaglia con Verstappen, con tanto di episodio in corsia box: "Mi ha seriamente frenato davanti?! Questo imbecille lo ha appena fatto per tutta la Pit Lane!". "Ho dimostrato quello che so fare", la replica del britannico. Insomma, il ragazzo ha carattere. Del resto già nel 2021 aveva promesso a Norris che "tra cinque anni lo avrebbe rivisto in F1". E così è stato.

pressione? No, grazie

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Lindblad è ora il terzo pilota più giovane nella storia della F1 a conquistare un punto. Meglio di lui solo Verstappen e il nostro Antonelli. E proprio il bolognese "è il pilota che mi ha spinto di più, se sono qui lo devo anche a lui". I due sono stati protagonisti di tante battaglie nelle formule minori, "in lotta con Kimi non potevo mai risparmiarmi, era il mio riferimento e ho sempre dovuto dare il 100%". E ora, in una Formula Uno che parla sempre più giovane, Lindblad di pressione non vuole proprio sentirne: "Io teso? Affatto. Sto vivendo il mio sogno e sono qui per questo".

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