Il diciannovenne preso dalla società degli Hartono è entrato dalla panchina con l'Udinese, il tecnico punta molto su di lui
Minuto 71 al Bluenergy Stadium. Fabregas fa cenno a Mattia Liberali di alzarsi dalla panchina, dentro al posto di Jesus Rodriguez. E il Como scala definitivamente marcia, mettendo all’angolo l’Udinese dopo averla da poco raggiunta con la rete di Douvikas. Forse non ce n’era bisogno, ma la prima mezzora scarsa ufficiale con la maglia del Como ha confermato la forza di questo ragazzino di Lissone, classe 2007, lasciato prima inspiegabilmente partire dal Milan verso Catanzaro e poi non avendo la forza di farsi preferire alla destinazione sul Lario. Tanto che ieri nella conferenza stampa post-gara Fabregas velatamente si poneva lo stesso interrogativo. “Lui ha qualcosa di speciale, mi piace molto, ha personalità. Siamo stati svegli a prendere un diamante italiano, non va dimenticato che ha solo 19 anni. Capisco molto velocemente quando uno è un po’ più indietro, lui è per il ‘dammi tutto che ti rispondo’”.
dal catanzaro per 6 milioni
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Il Como è riuscito a prenderlo dal Catanzaro per soli 6 milioni di euro, clausola pagata con la metà che verrà girata al Milan. Perdere un talento del genere per 3 milioni non fa altro che rinforzare le perplessità sulle operazioni di mercato condotte dai rossoneri negli ultimi anni. Comunque ora se lo godrà il Como, di sicuro Fabregas gli troverà una collocazione pressoché fissa anche da titolare in una stagione è lunga e impegnativa con l’impegno su tre fronti: campionato, Champions e Coppa Italia.
problemi piacevoli
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Per gli allenatori, quelli di abbondanza sono problemi dolci ma pur sempre da risolvere. Detto che lo spagnolo difficilmente derogherà dal modulo preferito, il 4-2-3-1, l’innesto di Liberali toglierà spazio a un big sulla trequarti. Paz è intoccabile e poi è un giocatore diverso, che ama muoversi più centrale e partire da dietro. Mattia invece è più una seconda punta che parte largo e si accentra per andare al tiro. All’esordio assoluto in biancoblù nella Como Cup, dopo pochi minuti aveva già sfoderato il suo repertorio di finte, dribbling, giocate di fantasia. E un gran gol, con il sinistro a giro sul palo lungo. Ieri a Udine ha confermato che dai suoi piedi può sempre nascere quel qualcosa in più che cambia le partite. Qualcosa di cui la Nazionale ha estremamente bisogno.



