Leva militare volontaria in Italia? Cosa sappiamo dopo le parole di Crosetto

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Il piano dell'Italia è ancora in via di definizione, ma il dibattito si è riacceso dopo i progetti di Francia e Germania per la leva su base volontaria

28 novembre - 14:26 - MILANO

La leva militare è tornata prepotentemente nel dibattito pubblico italiano dopo le parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto. A Parigi, dopo aver incontrato la sua omologa francese Catherine Vautrin, il Ministro ha annunciato l'intenzione di proporre, prima in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento, una bozza di disegno di legge per garantire la difesa del Paese nei prossimi anni.

"Una riflessione sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi, va fatta. Reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare? Se lo deciderà il Parlamento sì...", parola di Crosetto, che ieri sera al Tg1 ha parlato in modo diretto di "leva militare su base volontaria".

Leva militare volontaria in Italia, cosa sappiamo

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Ad oggi un testo ufficiale non c'è ancora, ma i sostenitori della proposta avanzata da Guido Crosetto si sono affrettati a precisare che potrebbe trattarsi di qualcosa di simile a quanto sta accadendo in Francia e in Germania, dove si è già iniziato a capire come ampliare il numero di militari in servizio, iniziando proprio dalle adesioni volontarie.

Servizio militare volontario in Francia, il piano in via di definizione

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Uno degli esempi fatti da Crosetto e dai sostenitori della sua proposta riguarda la Francia, dove il presidente Macron, proprio in queste ore, ha annunciato il ripristino di un servizio militare volontario della durata di 10 mesi, a partire dall'estate del 2026.

I dettagli devono ancora essere definiti, ma le prime indiscrezioni parlano di un progetto rivolto in particolare a chi ha tra i 18 e i 19 anni. L'obiettivo sarebbe quello di coinvolgere fino a 3mila giovani nell'immediato, con la prospettiva di arrivare a 10mila persone coinvolte entro il 2030.

Servizio militare volontario in Germania

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Più definito, invece, è il progetto della Germania a più di dieci anni dall'abolizione della leva obbligatoria. Due le fasi previste: a partire dal prossimo anno, più di 700mila diciottenni in tutto il Paese saranno chiamati a compilare un questionario per valutare quale sia il loro potenziale contributo alle forze armate, in caso di necessità. Per i ragazzi la compilazione sarà obbligatoria, mentre per le ragazze sarà facoltativa ma incoraggiata.

La seconda fase scatterà nel luglio 2027: tutti i diciottenni di sesso maschile dovranno sottoporsi a una visita medica obbligatoria per accertarne l’idoneità, mentre la partecipazione delle 18enni sarà su base volontaria. Questo servirà alla Germania per avere un archivio nazionale attraverso il quale le forze armate potranno selezionare con più facilità i candidati adatti, sia in condizioni di normalità sia in situazioni di emergenza. Se la fase 2 sarà obbligatoria, solo chi vorrà potrà procedere con la leva militare e l'eventuale percorso nelle forze armate. In caso di necessità, però, la leva potrebbe diventare obbligatoria.

Leva volontaria, cosa potrebbe succedere in Italia

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"Qui nessuno sta pensando di mettere in campo le giovani reclute, di ripristinare la vecchia naja obbligatoria", è quanto precisato dal Ministero della Difesa secondo il Corriere della Sera. Fonti di Palazzo Baracchini hanno riferito che l'intenzione sarebbe quella di creare una riserva militare, composta da almeno 10mila volontari, che potrà essere chiamata in causa in caso di estrema necessità.

Non soltanto giovanissimi, come nel caso di Francia e Germania, ma anche professionisti di esperienza, militari in congedo, ex guardie giurate o medici in pensione pronti per essere impiegati a supporto delle Forze armate in "casi gravissimi", come guerre, calamità e crisi internazionali.

Dopo le parole di Crosetto, il vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha subito rilanciato la vecchia proposta della Lega per una leva obbligatoria per un periodo limitato: "Io dico 6 mesi per tutti, ragazzi e ragazze, non per imparare a sparare ma per il pronto soccorso, la protezione civile, il salvataggio in mare, lo spegnimento degli incendi, il volontariato e la donazione del sangue".

Questa ipotesi, però, è stata prontamente esclusa dal capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri: "Immagino che il progetto di Crosetto sia un’ipotesi simile a quella tedesca, dove si possono fare liste di cittadini teoricamente disponibili ad arruolarsi in caso di necessità. Ma un ritorno al modello del passato è impossibile, improponibile e antistorico", ha precisato il senatore.

La Gazzetta dello Sport

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