Un'Italia segnata da pessimismo,
timori economici e crescente inquietudine per i conflitti
internazionali.
È il quadro che emerge dal report FragilItalia "Guerra e
pace", elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, che, sulla
scorta di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo
della popolazione, fotografa percezioni e aspettative degli
italiani rispetto allo scenario globale e alle sue ricadute
sulla vita quotidiana.
"Il quadro che emerge da questa analisi -sottolinea Simone
Gamberini, presidente Legacoop- restituisce l'immagine di un
Paese profondamente segnato da paura e incertezza, in cui il
peso dei conflitti internazionali si traduce direttamente in
ansia economica e sociale. Il dato più preoccupante è la
diffusione del pessimismo, che colpisce in modo ancora più
intenso le fasce più fragili della popolazione. Di fronte a
questo scenario, è indispensabile rafforzare le politiche che
sostengono il potere d'acquisto delle famiglie, contrastano le
disuguaglianze e difendono la coesione sociale. Allo stesso
tempo, emerge con chiarezza una domanda forte di pace,
cooperazione internazionale e multilateralismo, che deve essere
raccolta con responsabilità dalle istituzioni e dalla politica.
La cooperazione può e deve essere parte della risposta".
Il dato più netto riguarda la percezione del futuro: più di 3
italiani su 4 (il 77%) ritengono che la situazione nei prossimi
mesi peggiorerà rispetto a oggi, mentre solo il 22% intravede un
miglioramento (il 34% tra gli under 30; il 32% nel ceto medio).
Il pessimismo raggiunge livelli ancora più elevati tra le fasce
sociali più fragili: arriva al 91% tra il ceto popolare e
all'81% tra over 64, donne e non occupati.
Le aspettative economiche confermano un clima di forte
incertezza. Il 59% degli italiani (71% nel ceto popolare)
prevede una recessione nei prossimi mesi (di cui circa la metà
una recessione "forte"), mentre il 29% si attende una fase di
stagnazione.
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