L'emozione dopo il successo numero 250 della storia Ferrari: "Feeling ritrovato", dice il monegasco. Vasseur: "Abbiamo grande fiducia in Charles, bello vederlo sul podio"
Gli brillano gli occhi. E se non gli trema la voce è perché sa come gestire l’emozione. Ma certo a vedere John Elkann si capisce che questo successo Ferrari a Silverstone, con Charles Leclerc, l’inno di Mameli e tutto il resto, è davvero una meraviglia. “Forza Ferrari”, sorride Elkann. Il Gp inglese è sempre stato speciale. Qui, nel 1951, la Rossa vinse il suo primo gran premio in assoluto. “Complimenti a tutta la Ferrari, è una grande felicità. Sono 250 vittorie di Ferrari, la prima fu proprio qui a Silverstone. Dimostra molto. Per oggi e per il futuro”. Elkann parla di lavoro insieme, “quando lo si fa, tra piloti e tutti quelli che lavorano a Maranello, grandi cose succedono”. Gli chiedono: e ora, il mondiale si può? Elkann tiene il sorriso dei momenti migliori e dribbla un po’ la domanda. Ci sta. Perché, dice, “l’importante è dare il massimo sempre, crederci, che tutti i nostri tifosi siano vicini alla Ferrari”. E ancora: “La voglia di fare bene, c’è. Quando si è uniti si fanno grandi cose. La Ferrari le fa e le farà”.
l'emozione di fred
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Emozionato e felice è Fred Vasseur, il team principal mai sopra le righe. Prima del gran premio si vociferavano diversi stacchi di vantaggio dalla Mercedes. Ma never say never, come dicono qui, in Gran Bretagna. E allora anche il timoniere di questa Ferrari, Vasseur, si lascia andare a un: “Grazie mille per il vostro supporto”. Il resto è una mini-analisi di quello che si è visto in pista. La vittoria, dice Vasseur, “è importante per me, per il team, per Hamilton e ovviamente per Leclerc. Charles ha ricevuto tante critiche ma sa che il team è sempre stato al suo fianco. Abbiamo una enorme fiducia in lui. E’ bello vederlo sul podio”. Ovviamente si parla di Kimi Antonelli. Il campioncino della Mercedes, quando mancavano dieci giri al termine, sembrava lanciato per prendersi il primo posto a discapito di Leclerc. Non è successo. Vasseur dice: “Kimi era veloce. Noi eravamo più veloci di Russell, ma Kimi era più veloce. Non so se stesse gestendo all’inizio, di certo sarebbe stata una dura battaglia con Leclerc”. E Silverstone? Si diceva che non era la pista giusta per Ferrari? Vasseur sorride di nuovo: “Godiamoci questa vittoria, e ora dobbiamo lavorare per Spa, pensiamo una gara alla volta”.
riecco charles
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Ma il vero uomo felice è lui: Leclerc. Sul podio si tocca i capelli, guarda in su, si gode l’inno (il suo, del Principato di Monaco, e quello italiano). “Le mie vittorie ogni volta hanno qualcosa, non so, non è mai facile”, dice. Leclerc sorride, si emoziona, gode. “E’ incredibile, purtroppo la fine, con la safety, non è quella che avevo sognato. Ma vincere dopo gli ultimi week-end che erano stati particolarmente difficili è incredibile”. Sabato, dice Leclerc, “mi pareva di aver trovato qualcosa, ma dovevo confermarlo”. E soprattutto, dice ancora il ferrarista, “il feeling è tornato dove doveva essere”. Per la Ferrari è la seconda vittoria stagionale. Ma è soprattutto una gara che ha tolto un peso dalla schiena di Leclerc: “Dopo Monaco il feeling non c’era. A Barcellona ho avuto un incidente ed è stato difficile. In Austria non andavo molto bene. Invece qui, a Silverstone, abbiamo messo tutto insieme. Spero di proseguire di slancio. Ringrazio tutto il team”. Si parla anche di Kimi e della Mercedes, ovviamente. Con Antonelli, dice Charles, “sarebbe stata al limite, era velocissimo, sarebbe stata una vera impresa tenere il primo posto. Poi ho sentito che aveva un problema”. E ancora: “Con un Kimi senza il suo problema non credo che la vittoria l’avrei tenuta. Ma qualche volta ci vuole un po’ di fortuna. Sono contento per il team, per i tifosi, per quelli che hanno sofferto con me nelle ultime gare”. Ha trovato la strada? Leclerc è onesto: “E’ stata una grande sorpresa essere così competitivo. Giovedì, quando dicevamo che avremmo fatto fatica, non ci stavamo nascondendo. Lo dicevano i numeri. Li dobbiamo guardare quando sono peggiori, ma anche quando sono migliori”.



