Rafa piace all’estero, ma vuole rimanere. Il croato riflette dopo il fallimento Champions e l’addio di Allegri
C’è un campionissimo che potrebbe aver salutato il calcio domenica sera a San Siro. E un altro, molto più discusso e meno “issimo”, che alla sua Milano e al suo Milan non vorrebbe rinunciare, al di là delle voci. Parliamo di Luka Modric e Rafael Leao, due facce diverse del Diavolo odierno. Il croato La punizione calciata in area al minuto 95 e 58 secondi di Milan-Cagliari rischia di essere l’ultimo pallone della pluridecennale carriera nei club di Lukita. Chissà, se si fosse tramutato nel gol del 2-2 rossonero, oggi staremmo parlando di un’altra storia. Invece, con il Diavolo ko e fuori dalla Champions League, nella testa del campione croato si sta facendo sempre più strada il pensiero di smettere con il calcio. Certo, prima c’è il quinto Mondiale, che potrebbe dunque trasformarsi nel suo farewell tour, come dicono gli americani. Ma la scena di Luka che domenica si toglie la mascherina, con il volto provato dalla sconfitta, fa effetto: a quasi 41 anni, Modric sognava un ultimo ballo nella Coppa che ha vinto ben sei volte (nessuno meglio di lui). E – lo si può dire senza timore di smentita – onestamente lo meritava, dopo una stagione da assoluto protagonista, in barba alla carta d’identità. Invece, tutto è finito nel modo più crudele. E adesso?
stimoli
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In fondo, l’ex Real Madrid un anno fa accettò il trasferimento a Milano senza Europa pur di esaudire il desiderio da bambino di vestire la maglia che fu del suo idolo Zvonimir Boban. E la posizione del club nei suoi confronti non è cambiata: il croato ha un’opzione per un ulteriore anno insieme e sia Gerry Cardinale che Zlatan Ibrahimovic sperano si possa andare avanti insieme. Ci sono, però, anche altre ragioni che spingono Luka verso l’addio. La direzione generale che potrebbe prendere il Milan, per esempio. Modric ha sempre fatto trapelare che per continuare gli sarebbe servito lo stimolo di lottare per vincere la prossima stagione. "Voglio alzare un trofeo con il Milan", ha ripetuto in ogni intervista concessa nella sua avventura italiana. Ma con la dirigenza totalmente azzerata e un progetto tutto da ricostruire dalle fondamenta, è difficile pensare a un Diavolo subito in corsa per il titolo. In più, non è un mistero che Luka fosse molto legato a Max Allegri. Con l’esonero del tecnico livornese, viene meno uno dei suoi punti di riferimento in rossonero. La domanda è, dunque, scontata: riuscirà Cardinale a convincere Modric a mettere da parte i dubbi e continuare con il calcio in maglia rossonera?
il portoghese
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Differente la situazione di Leao. Rafa ha un contratto fino al 2028 e appena 26 anni. È reduce da una stagione di alti e bassi, quest’ultimi concentrati soprattutto negli ultimi mesi, anche a causa dei problemi fisici. Ecco perché il Milan ha aperto a una possibile cessione, di fronte a un’offerta congrua. I club turchi hanno già bussato alla finestra, con il Galatasaray in particolare pronto a mettere sul piatto una proposta da 10 milioni di euro netti di stipendio per l’attaccante. Ma Leao, al momento, non ne vuole sapere di lasciare il Milan e lo avrebbe già comunicato all’ex compagno di squadra Zlatan Ibrahimovic. La sua intenzione è di provare a rialzarsi insieme alla squadra che ha contribuito a renderlo grande negli ultimi sette anni, nonostante una stagione in cui spesso San Siro gli ha riservato un trattamento molto pesante, tra mugugni e soprattutto fischi. Rafa tenterà di trasformarli in applausi. A meno che non sia il Milan a metterlo alla porta in modo deciso.


