Le violenze No Tav riaccendono lo scontro politico, destra all'attacco

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La guerriglia degli incappucciati nel cantiere della Tav a Chiomonte riaccende lo scontro politico. Il centrodestra va all'attacco chiedendo che la condanna sia "unanime" e accusando parti del centrosinistra di tollerare le frange violente di alcuni movimenti. L'accusa arriva anche dal leader azzurro Antonio Tajani che nel dare la propria solidarietà alle forze dell'ordine imputa alla sinistra di essere "sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa". Il pensiero alle forze dell'ordine colpite è comunque bipartisan.

E arriva anche dalle alte cariche dello Stato a partire dalla premier Giorgia Meloni ("chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo"). "L'odio non è protesta e non può trovare alcuna giustificazione", sottolinea il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Mentre quello del Senato, Ignazio La Russa, oltre a esprimere solidarietà a carabinieri e polizia auspica che "i responsabili di questi gravi episodi siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni". Con loro, è l'invito del leader della Lega Matteo Salvini, si usi "mano pesante". Ma c'è anche chi, come la senatrice piemontese di Iv Silvia Fregolent, proprio al leader della Lega e a Meloni manda a dire che "il governo ha venduto decreti sicurezza come la soluzione a tutto" e invita "smettere di fare campagne elettorali sulla sicurezza e a cominciare a garantire davvero sicurezza".

E' duro nella condanna ai "criminali che devono pagare" per le violenze messe in atto, anche il leader di Iv Matteo Renzi. Mentre quello di Az Carlo Calenda, invita tutti ad evitare qualsiasi tipo di "contiguità di amministratori e parlamentari con questi delinquenti" che "non può essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa". Intanto, nell'opposizione, dal Pd ad Avs a M5s la presa di distanza è netta. "Il dissenso - sottolinea il responsabile sicurezza Dem Matteo Mauri - non può mai trasformarsi in aggressione o intimidazione. Le proprie idee si difendono con il confronto e con il rispetto delle regole, non con la violenza".

 "Condanno senza senza se e senza ma", sottolinea Angelo Bonelli aggiungendo che "la difesa del territorio, dell'ambiente e dei diritti delle comunità si afferma con la mobilitazione democratica e con la non violenza. Chi usa la violenza danneggia tutti noi". Un ragionamento simile a quello dei parlamentari M5s Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro. "Chi compie violenze non manifesta: delinque - osservano - e fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla, perché si sposta l'attenzione dall'inutilità di un'opera dai costi fuori controllo e dallo spreco di denaro pubblico che ne deriva".

"Utili idioti della violenza", li definisce Enrico Borghi (Iv). E sullo sfondo, insieme alle scie degli scontri bolognesi dopo il caso di Fakir, resta anche la polemica sul disegno di legge sull'imputabilità dei minori sul quale il Pd è andato all'attacco e ha accusato con più voci di smantellare la giustizia minorile. "Mi auguro - è l'accusa al vetriolo del capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan - che i responsabili degli scontri siano individuati e puniti secondo la legge, anche se minorenni e anche se dovessero essere figli di qualcuno di quei notabili cui i deputati del Pd si rivolgono quando dicono che con Giorgia Meloni 'anche i vostri figli possono andare in carcere'". Sul tema oggi era intervenuto anche Renzi: "Se si vogliono rendere imputabili e più responsabili i ragazzi allora abbassiamo anche a 16 anni l'età per votare".
   

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