Dopo un mese di
ostensione, le spoglie di San Francesco sono tornate nell'urna
che le conserva nella cripta della Basilica inferiore a lui
dedicata. Ad accompagnarle in processione i frati del Sacro
Convento, ciascuno dei quali ha rivolto un "ultimo omaggio" al
poverello.
Il mese di ostensione (con oltre 370 mila i pellegrini
provenienti da ogni parte del mondo) è terminato con la chiusura
del portone della Basilica alle 18.45 di domenica. Poi il rito
della reposizione e il suono delle campane che ha dato inizio al
rito presieduto dall'amministratore apostolico delle diocesi di
Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor
Domenico Sorrentino, alla presenza dei soli frati del Sacro
Convento, si legge in una nota diffusa dalla sua sala stampa.
Una celebrazione raccolta, commossa, intima e privata, che
ha segnato profondamente la comunità dei frati radunati attorno
alle spoglie mortali del loro fondatore e padre.
Dopo la reposizione della teca in plexiglass all'interno
dell'urna in bronzo dorato, è stata inserita anche la
documentazione richiesta dalla legislazione canonica e poi è
stata chiusa a chiave. È seguita l'apposizione dei sigilli
dell'urna di metallo, il suo inserimento all'interno del
sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell'altare
maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che
lo chiude.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 giorni fa
5



