Si sono conosciuti in vacanza anni fa: da allora è nato un rapporto speciale che ha influito sul rapporto nell'anno del quarto scudetto e sulla separazione più morbida del previsto
Alessandra Vaccaro
23 maggio - 20:24 - MILANO
"Ho conosciuto Antonio tanti anni fa alle Maldive, era con la figlia Vittoria e la moglie Elisabetta. Andavamo a nuotare insieme e parlavamo di calcio". È nata così l’amicizia tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis. Parola del presidente del Napoli, che non ne ha mai fatto mistero, ammettendo anche ai Gazzetta Sport Awards 2025 l’ammirazione per l’allenatore che ha firmato il quarto scudetto azzurro: "Io all’epoca non masticavo calcio in maniera perfetta, ma ho subito percepito la sua voglia di vittoria, la sua fame". Quello tra De Laurentiis e Conte non è solo un rapporto di stima professionale, ma ben più profondo, sublimato dal legame tra le mogli Jacqueline ed Elisabetta e dall’amicizia tra la figlia di Conte, Vittoria, e il nipote di Adl, John. È una storia familiare, fatta di serata insieme e di gite in barca. Precisamente un anno fa, in occasione del trionfo in campionato, Antonio Conte ha raggiunto il presidente ad Ischia per non perdersi il suo settantaseiesimo compleanno. Memorabili le immagini di Jacqueline ed Elisabetta, fianco a fianco sul pullman scoperto durante i festeggiamenti del quarto scudetto. Chiacchiere, confidenze e ammiccamenti, che devono aver avuto un peso specifico notevole nella scelta della permanenza di Conte a Napoli, visto che solo qualche ora prima De Laurentiis gli aveva augurato buona fortuna. Insomma, dalle acque cristalline delle Maldive, al Golfo di Napoli, De Laurentiis ha trasformato quella che all’inizio poteva sembrare solo una suggestione (Conte sulla panchina del Napoli) in una realtà, fatta di risultati, di trofei, ma anche di compromessi.
una storia intensa
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Corteggiato già nella stagione del decimo posto, Conte ha declinato l’invito, non volendo prendere una squadra in corsa, rimandando il discorso a fine stagione. Solo qualche mese più tardi ha detto sì ad Adl, che ha riservato all’amico nonché nuovo allenatore una presentazione regale a Palazzo Reale. Da quel momento, Adl ha iniziato a praticare l’arte della riservatezza. Nel biennio di Conte al Napoli, Aurelio De Laurentiis ha ridotto al minimo le apparizioni pubbliche, le interviste e le dichiarazioni. E, a giudicare dalla presenza costante e a tratti ingombrante nell’anno del decimo posto, la discrezione di Adl è stata una dimostrazione inconfutabile di amicizia, stima e rispetto. Per la prima volta nella storia recente del Napoli, il patron azzurro ha lasciato le redini del club nelle mani di Conte, restituendo l’immagine di un allenatore manager. Il tecnico si è occupato del mercato, della gestione dello spogliatoio, è diventato l’espressione diretta della SSC Napoli in pubblico. Tanto che il presidente ha ritrovato il tempo e la tranquillità per potersi dedicare alla sua grande passione, il cinema. Cimentandosi in nuove produzioni e volando spesso a Los Angeles. Anche nei momenti difficili della stagione, De Laurentiis ha sempre fatto sentire il proprio supporto a Conte. Durante la mini crisi post Bologna, a novembre scorso, quando il tecnico si è lasciato andare a dichiarazioni piuttosto dure con annessi giorni di permesso a Torino, De Laurentiis ha tranquillizzato tutti con un lungo post su X, garantendo per l’allenatore: "Sono orgoglioso di avere al mio fianco, e al fianco del Napoli e dei calciatori, un uomo vero come Antonio Conte, capace di sacrificare ogni secondo della sua vita per la sua professione, con estrema generosità e dedizione".
amici come prima
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Due anni intensi, che sarebbero potuti diventare tre se Conte non avesse comunicato di lasciare in anticipo il Napoli. Senza screzi, amichevolmente. Senza pec, penali e alcun tipo di rivendicazione. Le modalità della separazione professionale tra De Laurentiis e Conte rende l’idea del rapporto vero e sincero tra i due. Un’amicizia che non si esaurirà con la partenza del tecnico da Napoli. De Laurentiis ha già invitato Antonio nella sua residenza di Los Angeles, in occasione del soggiorno programmato per giugno prossimo. Chissà che, in amicizia, non gli abbia chiesto un consiglio sul nuovo allenatore da piazzare in panchina.




