La Conferenza dei Servizi preliminare ha sollevato rilievi sulla tribuna che dovrebbe circondare quella attuale, c'è poi il problema della pensilina attualmente esistente, che la Lazio vorrebbe demolire e che i tecnici vogliono invece mantenere
Un sì, ma vincolato. Eppure a Formello accolgono l'esito della Conferenza dei Servizi preliminare relativa allo stadio Flaminio con grande entusiasmo. Il progetto della Lazio per il nuovo impianto è stato discusso negli ultimi mesi. Dopo che il club di Lotito, a inizio luglio, aveva inoltrato le modifiche richieste, si aspettava il parere dagli enti coinvolti: Comune, Regione, Soprintendenza statale e capitolina fino a Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco e gestori dei servizi pubblici. E il responso è favorevole, ma dovrà essere modificato il progetto.
la situazione
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Il primo problema riguarda la struttura: i progettisti di Lotito hanno disegnato una tribuna che circondi quella attuale. Un lavoro che farebbe scomparire l'opera di Nervi che è un monumento nazionale, vincolato e tutelato. Un altro problema riguarda la pensilina attualmente esistente, che la Lazio vorrebbe demolire e che i tecnici vogliono invece mantenere. Proprio sulla pensilina, fra l'altro, c'è parere discordante fra vari enti: non secondo tutti è effettivamente mantenibile. La Lazio dovrà quindi superare i rilievi e ottenere il via libera definitivo, oltre a incassare il pubblico interesse prima dalla Giunta e poi dall’Assemblea Capitolina. Da Formello, comunque, filtra grande ottimismo. Questo anche perché è stata garantita alla Lazio massima disponibilità per condividere, anche con sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto.
il comunicato
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"La S.S. Lazio accoglie con grande soddisfazione il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza di Stato nell’ambito della Conferenza dei Servizi preliminare relativa al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio - si legge in un comunicato pubblicato dal club biancoceleste -. La società approfondirà con attenzione le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza di Stato, che rappresenteranno preziose indicazioni di lavoro per il gruppo di progettisti impegnato nello sviluppo del progetto. Si tratta di un passaggio significativo, che consente al percorso amministrativo di proseguire e rafforza la prospettiva concreta di restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi più prestigiosi e identitari".



