Landini, affrontare riforma fiscale con principio che chi ha di più deve contribuire

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"Se nel nostro Paese hai più del 50% dei cittadini che pensa di non votare o non va a votare vuol dire che metà Paese non si sente rappresentato e rischia di sentirsi da solo. Questo elemento, secondo me, è collegato all'aumento delle diseguaglianze che è sotto gli occhi di tutti e la prima diseguaglianza di fondo si chiama disuguaglianza salariale di reddito e di qualità del lavoro, perché per qualcuno c'è solo la precarietà e lo sfruttamento davanti a sé.
    Quindi bisogna affrontare in modo radicale e netto una riforma fiscale, che abbia un principio costituzionale e cioè che chi più ha più deve contribuire. Ci deve essere una progressività su tutte le forme di reddito e non solo sul lavoro dipendente, non solo sulle pensioni". Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini all'iniziativa 'Legalità e appalti: la nuova direttiva europea anticorruzione', promossa dalla Cgil.
    "È una discussione che è aperta in tutto il mondo - ha proseguito - e noi ne abbiamo bisogno perché molte persone a fine mese non ci arrivano e perché abbiamo bisogno di fare quegli investimenti su quei diritti che oggi non sono garantiti, ovvero salute, conoscenza, diritto al lavoro".
   

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