LaFerrari Verde, torna all'asta il pezzo unico di Jason Kay

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In vendita da RM Sotheby's il solo della hypercar del Cavallino, con la carrozzeria in tinta "Signal Green". L'aveva ordinata così, nel 2014, il front-man della band inglese Jamiroquai. Si parte da 4,5 milioni di euro

Maurizio Bertera

20 marzo - 16:13 - MILANO

Tra mister Jason Luís Cheetham  - il Jason Kay, leader della band inglese Jamiroquai - e il Cavallino c’è una grande e risaputa storia d’amore, tanto che sulla copertina del suo terzo, bellissimo album (Travelling without moving, viaggiare senza muoversi) piazzò il Buffalo Man – il simbolo storico del gruppo – all’interno di un classico scudetto Ferrari. Nel parco auto personale in continuo movimento – più o meno un centinaio di vetture – sono stati tanti i modelli costruiti dalla Casa di Maranello, a partire da una 330 GT Vignale Shooting Brake, esemplare unico realizzato nel 1965 che nacque come coupé per poi diventare una station wagon dallo stile discutibile. Una vettura fin troppo strana persino per Jason che la mise all’asta rapidamente, per meno di 300 mila euro. Ben diversa è la storia di un altro suo gioiello tornato in copertina: una laFerrari verde, l'unica prodotta a Maranello con la verniciatura speciale Signal Green, scelta da Jason Kay quando la ordinò nel 2014. Andrà all’asta da RM Sotheby’s il prossimo 25 aprile: la casa d'aste ha fatto sapere che la stima è fissata intorno ai 4,5 milioni di euro.

l'auto con l'hy-kers

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Una buona base d'asta ma del resto è la sola con questa carrozzeria tra le 499 unità prodotte e ha fatto pochissimi km: 12mila in totale, di cui 3mila sono attribuibili al front-man degli Jamiroquai che la vendette nel 2019. Da allora ha avuto altri due proprietari che l’hanno sottoposta a un programma continuo di manutenzione anche e soprattutto per la parte elettrica del sistema ibrido. Perché la peculiarità della laFerrari - presentata ufficialmente il 5 marzo 2013 al Salone di Ginevra- risiede nel fatto che è stata una delle prime auto di serie della Casa a incorporare il sistema HY-Kers, dispositivo che permette di recuperare energia in frenata e in curva da sfruttare successivamente per avere maggiore potenza al motore, portando su una vettura stradale la tecnologia sviluppata dalla Ferrari in F.1. Il nome faceva riferimento al senso di eccellenza che la Casa voleva esprimere: una summa di stile e tecnologia, destinata a perpetrarsi nel tempo. Venne scelto dall'allora presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Il motore è il famoso V12 di 65° a ciclo Otto, iniezione diretta e ad alimentazione atmosferica, montato in posizione centrale: 6,2 litri di cilindrata erogante 800 v a 9000 giri/min, con 700 Nm di coppia. In aggiunta il già sistema di recupero di energia HY-KERS, con ulteriori 163 Cv sviluppati dal propulsore elettrico, porta i valori combinati di potenza e coppia a, rispettivamente, 963 Cv e oltre 900 Nm. La velocità massima è superiore ai 350 km/h e l'accelerazione 0-100 km/h si effettua è una pratica da meno di 3 secondi.

FINITURE VERDI E NERE

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Oltre alla già citata verniciatura in tinta extra-campionario Signal Green, questa LaFerrari ha il tetto in fibra di carbonio nera a vista, opzione scelta da soli 50 clienti. All'interno si ritrova lo stesso alternarsi di finiture verdi e nere, con cuciture a contrasto verdi su volante e sedili, scelti all'epoca in taglia large. Non mancano il sistema di sollevamento idraulico delle sospensioni anteriori e posteriori, un sistema di video registrazione per l'uso in pista, un set di bagagli in pelle verde e una personalizzazione della placchetta sulla parte bassa della corona del volante, con la scritta Jamiroquai. Va sottolineato che la stima di Sotheby’s non è così elevata: le hypercar del Cavallino, in particolare negli Stati Uniti, mantengono quotazioni record. Recentemente una laFerrari Aperta – la variante scoperta della coupé, prodotta in sole 210 esemplari – è stata venduta per l’equivalente di 9,3 milioni di euro.

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