A Jannik stava sfuggendo il trono: ma lo ha difeso, anche con le unghie
Una macchiolina rossa sulla scarpa destra di Sinner, così piccola che altrove non si sarebbe notata, ma a Wimbledon è tutto bianco, anche le scarpe, e quella goccia di sangue, accanto al mignolo di Jannik, non può nascondersi. Il bianco e il rosso, come le fragole alla panna londinesi. Col passare dei game la macchiolina si allarga sulla tomaia, come sulla camicia bianca di un ferito a duello e, con lei, la nostra preoccupazione: "Una vescica? Lo condizionerà?". Anche perché Sinner sta incontrando difficoltà impreviste contro l’onesto Miomir Kecmanovic. Alcaraz, da numero 1, si lamentava: "Ho il bersaglio sulla schiena. Contro di me giocano tutti alla morte".
l'urlo di jannik
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Ecco. Contro il numero 1 Sinner, il serbo diventa Djokovic: gioca come mai in vita sua, picchia forte come Jannik, vince il primo set. La macchia che si allarga sulla scarpa è una spia rossa sul cruscotto: qualcosa non va. Siamo abituati ad avversari stravolti dal martellamento di Sinner, invece Miomir non ha un capello fuori posto, sembrano di plastica, da omino Playmobil. Vince anche il 3° set, mentre Jannik scivola e stramazza, come una marionetta dai fili tagliati. Batte l’anca: ci spaventiamo. La scarpa ormai è rossa per metà. L’unghia sanguina. Ma poi la Volpe reagisce. L’urlo da orso con cui festeggia il break decisivo è qualcosa di atipico. Gli hanno rimproverato di vincere da robot, senz’anima, senza emozioni. Ieri Sinner, in una giornata di poca grazia, ha vinto di rabbia, di nervi, al 5° set, rincorrendo, insanguinato come un rugbista nel tempio dei gesti bianchi, davanti al palco reale. Gli stava sfuggendo il trono. Lo ha difeso. Con le unghie.




