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Un talento precoce unito a un'esplosività fisica incontenibile che ora vedrà il suo cartellino andare ben oltre i 50 milioni previsti dal Friburgo. Johan è una specie di Bellingham degli esordi, e già questa è una cosa fuori scala
L’ultima luce abbagliante vista da questa astronave chiamata SoFi si chiama Johan Manzambi. È l’ennesimo ragazzo che ha stregato il Mondiale, ha origini africane e passaporto svizzero e rischia di finire in orbita anche lui: qui il valore di mercato è pronto a esplodere a cifre impensabili. Quando è entrato in campo nell’ultimo quarto di gara a Los Angeles, ha stritolato la Bosnia-Erzegovina con il fisico e con la tecnica in velocità, come conviene a questa epoca: i due gol sono stati solo una conseguenza di tanto talento precoce e hanno rovinato la resistenza dell’eterno Dzeko e dei suoi soldati. Il primo centro, al volo, resta una delle tante cartoline pregiate viste finora nel torneo: sapersi coordinare in quella maniera in area, in un momento tanto delicato, non appartiene a tutti. Adesso la vetrina globale lo toglie definitivamente dall’antro della Bundesliga e lo mette al centro della scena: al Friburgo, fresco di finale di Europa League grazie anche a un super-gol di Manzambi in semifinale col Braga, si leccano le dita. Per ora non basterebbero sessanta milioni alle big del Continente che lo osservano, ma il prezzo è in continuo aggiornamento, visto che il Mondiale della Svizzera potrebbe essere decisamente lungo. Insomma, non mancheranno altre occasioni per mettere in mostra uno dei giovani più intriganti del Continente, una specie di Bellingham evoluto che corre box to box e, per stessa definizione dei suoi allenatori, deve migliorare soprattutto nella fase difensiva.


