La storia Veronica Raineri, dal respiratore artificiale alla libertà del volo

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La 34enne di Erbusco, che soffre di una malattia del primo motoneurone, ha conquistato due argenti mondiali nell'Indoor Para Skydiving: "È stata un'avventura fatta di sogni, speranze, aspettative, abbracci, impegno e risate"

Elisabetta Esposito

Giornalista

17 aprile - 20:59 - ROMA

Un volo per ritrovare la libertà. Una storia per ricordare che non bisogna mai arrendersi. Veronica Raineri ha 34 anni, è nata a Erbusco (Brescia) e ha una malattia del primo motoneurone che non le permette di respirare senza un supporto artificiale. Ma quando entra nel tunnel del vento si libera da tutto e vola. Lo fa così bene che la scorsa aWeembi Lesquin, in Francia, ha conquistato due straordinari argenti mondiali nell'Indoor Para Skydiving. "Questa è stata un'avventura tutta da vivere - racconta Veronica - fatta di sogni, speranze, aspettative, abbracci, impegno, risate, imprevisti, delusioni ed emozioni ma, soprattutto, di amicizia. Sul podio non ero sola, con me c'era chi si è fatto in otto affinché tutto questo potesse esistere, c'erano tutti coloro che mi hanno supportato e consigliato, che non hanno mai smesso di fare il tifo (da vicino e da lontano), tutti i miei compagni. Le medaglie sono anche vostre!". Veronica, innamorata del disegno e del karate, si è ammalata a 22 anni. Oggi vive in sedia a rotelle, con un ventilatore che le permette di respirare, ma non si è mai fermata. La vita ora più che mai la vuole divorare, tanto da avvicinarsi allo skydiving per vincere una delle sue paure, quella dell'altezza: "Per me è stata come una magia". Una magia che la sta facendo volare ovunque.

gli altri azzurri 

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L'Italia si è presentata all'evento partecipando in tutte le categorie con 4 team e 22 elementi tra atleti e para atleti. Il bottino è stato di ben 6 medaglie in 3 diverse discipline, di cui la metà proprio dall'indoor para skydiving, come il bronzo di Emanuele Valenza, il doppio argento dei campioni del team VerticalStorm del Gruppo sportivo dell'Esercito e il secondo posto inaspettato del team dell'Italia FS 8way. Tra gli azzurri anche atleti con disabilità sia fisiche che intellettive come Noemi Giudici, Marco Pisani e Andrea Pacini, per cui è stato determinante il contributo del progetto Disability di Aero Gravity.

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