LA SCHEDA Il progetto, i lavori e i tempi della Torino-Lione

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Per la futura linea ferroviaria merci e passeggeri Torino-Lione, gli appalti per le opere civili sono stati tutti aggiudicati tra il 2021 e il 2023. Sono stati realizzati lavori per un miliardo di euro nel 2024 e un altro miliardo nel 2025. Fino a giugno 2026, quanto a gallerie, sono stati scavati circa 50 chilometri (di cui 21 di tunnel di base), pari al 30% dei 164 chilometri totali previsti. La sezione transfrontaliera si estende per 65 chilometri tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne. Nella sua totalità l'infrastruttura sarà composta da due tunnel ferroviari paralleli, quattro discenderie, da cui ora si accede per raggiungere il punto di scavo, e 204 by-pass di sicurezza.

IL PROGETTO, I LAVORI E LE SCADENZE DELLA TORINO-LIONE/SPECIALE

La prima delle due maxi-frese destinate al versante italiano del tunnel di base del Moncenisio, cuore della Torino-Lione, è stata consegnata ufficialmente a marzo 2026 al raggruppamento d'impresa italiane e francesi Uxt, nello stabilimento della Herrenknecht in Germania. È lunga 235 metri ed è destinata a Chiomonte, in Val di Susa, nell'area metropolitana di Torino, per scavare la seconda discenderia e continuare poi verso Susa la canna sud del tunnel. "È un progetto che porta un'innovazione straordinaria, con le imprese più importanti del mondo - aveva sottolineato nell'occasione il direttore generale di Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), Maurizio Bufalini.

IL PROGETTO, I LAVORI E LE SCADENZE DELLA TORINO-LIONE/SPECIALE

Chiomonte ospita il principale cantiere italiano della sezione transfrontaliera e, al picco delle attività, è previsto l'impiego di circa 700 persone, mille su tutti i cantieri italiani dell'opera. La fresa italiana comincerà a scavare nel 2027, mentre al cantiere di Modane se ne sta mondando una che scaverà il tratto di tunnel che attraverserà il confine tra Francia e Italia. In questo momento a Saint-Martin-la-Porte è attiva la fresa Viviana che ha opera sulla canna nord per realizzare 9 chilometri in direzione Italia. Sta affrontando una zona particolarmente complessa del massiccio, frantumando la roccia a basso regime. La difficoltà geologica, già affrontata in passato, viene oggi gestita con tecniche apprese durante lo scavo della galleria sud. Tra il 2027 e il 2028 lo scavo meccanizzato raggiungerà il suo picco. "Scaviamo sotto oltre 2.000 metri di roccia, che pesa 3,5 tonnellate al metro cubo" aveva sottolineato Bufalini, spiegando che la fresa per l'Italia "verrà portata a Chiomonte da centinaia di camion. La testa ha un diametro di oltre 10 metri e il cuscinetto è fuori misura per tutte le strade d'Europa" aveva informato. Sarà l'unica che inizierà lo scavo dal piazzale esterno, mentre per le altre è stata creata una caverna di montaggio nella montagna. In primavera Bufalini aveva fornito un conto di "circa 3.300 persone al lavoro, che diventeranno 4.000 in un anno e mezzo".    

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