Una nube di polvere dal Sahara ha colorato i cieli d'Europa a marzo 2026. Ecco come la Tempesta Regina ha trasportato il deserto fino alle Alpi e l'impatto sui pannelli solari.
Il tipico paesaggio spettrale che si crea quando il deserto invade le città: in questa foto, scattata qualche anno fa (aprile 2024), una densa nube di polvere proveniente dal Sahara avvolge l'Acropoli di Atene, in Grecia. Milos Bicanski/Getty Images
All'inizio di marzo 2026, forti venti invernali hanno sollevato enormi quantità di polvere dal Sahara. Queste masse d'aria si sono dirette verso nord, raggiungendo il Mediterraneo e l'Europa occidentale. Qui si sono incontrate con sistemi perturbati ricchi di umidità. Il risultato è stato il fenomeno noto come "pioggia sporca" o "pioggia di sangue", che ha colpito Spagna, Francia, Regno Unito e parte dell'Italia.
(Nell'animazione qui sotto, la ricostruzione del percorso delle polveri dal Sahara verso l'Oceano Atlantico e l'Europa dall'1 al 9 marzo 2026. I colori indicano la densità della colonna d'aria. Crediti: NASA)
Il viaggio della polvere: dal deserto al Cervino
Le analisi dell'evento si basano sul modello GEOS della NASA. Questo sistema combina dati satellitari e modelli matematici per ricostruire il trasporto degli aerosol. Tra l'1 e il 9 marzo, i dati mostrano enormi pennacchi di sabbia originati nell'Africa nord-occidentale. Una parte del materiale è finita sull'Atlantico, mentre l'altra ha attraversato il Mediterraneo. In quei giorni, molte aree hanno registrato cieli lattiginosi e visibilità ridotta. Dalle coste inglesi fino alle Alpi italiane, la sabbia ha ricoperto persino i ghiacciai del Cervino.
"Tempesta Regina" e il fenomeno della pioggia di sangue
Non tutta la polvere è rimasta sospesa. La pioggia ha inglobato le particelle, lasciando al suolo un sottile deposito marrone-rossastro. La colpa è della Tempesta Regina, una depressione che ha attraversato la Penisola Iberica favorendo piogge colorate. Secondo MeteoSvizzera, la polvere ha raggiunto anche l'alta troposfera. Qui ha favorito la nascita dei "cirri polverosi", nubi alte formate da cristalli di ghiaccio che si aggrappano ai granelli di sabbia.
In questa foto scattata l'8 marzo 2026 a Elbingerode (Germania), il cielo sopra il monte Wurmberg si trasforma in un velo di polvere sahariana che accende l'orizzonte di un rosso intenso. © Matthias Bein/dpa via Getty Images
L'impatto invisibile: perché cala l'energia solare
Le conseguenze toccano anche l'economia. Un'analisi basata sui dati MERRA-2 della NASA ha esaminato l'impatto della polvere sulla produzione solare. Durante gli episodi più intensi, la resa degli impianti fotovoltaici in Ungheria è crollata fino al 46%. L'aumento della riflettanza delle nubi riduce infatti la radiazione solare diretta che arriva ai pannelli.
Cambiamento climatico: eventi sempre più frequenti?
Diversi studi suggeriscono che questi trasporti di sabbia stiano diventando più frequenti e intensi. Tra le cause ci sono le gravi siccità nel Nord Africa e nuovi assetti atmosferici che spingono l'aria desertica verso l'Europa. Comprendere questi fenomeni è oggi vitale. Non serve solo a prevedere il meteo, ma a valutare l'impatto della polvere sul clima, sulla salute e sui sistemi energetici del futuro.
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